Amaranto: proprietà e controindicazioni, ricette, valori nutrizionali

Che cos’è l’amaranto? Scopriamo insieme che gusto ha, a cosa serve, dove si trova e tante altre informazioni su questo particolare alimento.

Superfood
Semi di amaranto (Adobe Stock)

Originario del Messico, l’amaranto è una pianta che vanta numerosi utilizzi in cucina, oltre che preziosissimi benefici per il nostro organismo. Ecco ricette, proprietà nutrizionali, effetti collaterali e tutto quello che c’è da sapere su questo alimento.

Che cos’è l’amaranto?

L’amaranto è uno pseudocereale appartenente alla famiglia delle Amaranthacee.

Amaranto pianta
(Adobe Stock)

Nonostate, infatti, esso presenti caratteristiche di natura nutrizionale simili, se non superiori, a quelle dei cereali, esso non rientra nella famigla delle Graminacee.

Le coltivazioni più estese di questa pianta si trovano prevalentemente in regioni dal clima prettamente tropicale o subtropicale. In particolare, se ne registrano di veramente vaste in:

  • Nepal;
  • Cina;
  • India;
  • Perù;
  • Guatemala;
  • Messico.

In Italia l’amaranto è diffuso in qualità di pianta spontanea e, anzi, piuttosto “invadente”. Non a caso, viene ritenuta addirittura infestante dai contadini.

A seconda della specie, questa pianta può raggiungere altezze variabili da mezzo metro fino ai tre metri e mezzo.

Le differenze fra i vari esemplari, oltre che nell’altezza, si riflettono anche nella morfologia delle foglie, che passano dalla forma lanceolata alla forma ovale.

La pianta deve il suo nome alla tonalità delle infiorescenze, denominate “panicoli”. Responsabile del tipico colore amaranto è il  contenuto in betacianine.

Che sapore ha l’amaranto?

Qual è il gusto di questa pianta? Il suo sapore ricorda quello della nocciola.

I chicchi, in particolare, hanno una nota dolciastra e, una volta cotti, assumono una consistenza gelatinosa che non tutti gradiscono.

Proprietà nutrizionali dell’amaranto

Unitamente alla quinoa, l’amaranto viene considerato un superfood.

Amaranto pianta
(Adobe Stock)

In questa categoria rientrano tutti quegli pseudocereali incredibilmente più nutrienti e benefici rispetto a quelli tradizionalmente consumati nel mondo occidentale, come riso, mais, frumento, ecc.

A cosa si devono i prodigiosi effetti positivi dell’amaranto sul nostro organismo?

  • Più elevato contenuto in proteine e migliore qualità delle stesse;
  • Maggiore contenuto di sali minerali e vitamine;
  • Totale assenza di glutine, che lo rende utilizzabile per preparare alimenti per celiaci.

In particolare, va sottolineato come l’amaranto sia ricco dell’ amminoacido lisina, poco presente nel frumento.

Proprio per questa mancanza, del resto, questo cereale ha una qualità proteica significativamente scarsa.

Incredibile ma vero: la ricchezza in lisina dell’amaranto è addirittura più elevata rispetto a cibi sia di origine animale come uova, latte e carne, e vegetale, come soia, fagioli e cereali.

100 grammi di questo pseudocereale apportano 371 kcal. La stessa quantità di prodotto contiene i seguenti macronutrienti:

  • Carboidrati 65,25 g
  • Amido 57,27 g
  • Proteine 13,56 g
  • Grassi 7,02 g
  • Fibra 6,7 g
  • Zuccheri 1,69 g

I micronutrienti dell’amaranto sono:

  • Vitamina C 4,2 mg
  • Vitamina E 1,19 mg
  • Fosforo 557 mg
  • Potassio 508 mg
  • Calcio 159 mg

Potrebbe interessarti anche: Quinoa: cos’è, proprietà, calorie, benefici e usi in cucina di questo pseudocereale

Ricette con l’amaranto

Come utilizzare l’amaranto in cucina?

Amaranto ricette
(Adobe Stock)

Prima di tutto, è possibile consumarlo sotto diverse forme:

  • Sotto forma di cereale integro;
  • Sotto forma di farina di amaranto per preparare di alcuni prodotti, quali, ad esempio, barrette, gli snack, i muesli, e i semi soffiati;
  • Bollendo le foglie, che sono una ricca fonte di vitamine A e C oltre che di ferro.

Inoltre, da questa pianta può essere estratto il latte vegetale di amaranto, adatto alle persone intolleranti al lattosio, e l’olio, utilizzato anche in ambito cosmetico.

Attenzione: l’amaranto può essere consumato solo previa cottura. Il suo utilizzo riguarda prevalentemente le ricette salate, ma può essere anche impiegato come ingrediente per la preparazione di dolci.

Tra le preparazioni più famose ci sono gli gnocchi di amaranto con burro e salvia, oppure le foglie di amaranto semplicemente ripassate in padella e servite come contorno. Il loro sapore, molto gradevole, è simile a quello degli spinaci.

Se siete alla ricerca di qualche ricetta di ispirazione asiatica, potrete servire le foglie di amaranto con il riso, come avviene in India e nello Sri Lanka.

Oppure, friggerle e servirle con un accompagnamento di spezie. Infine, le foglie di amaranto possono anche rendersi protagoniste di gustosissime zuppe, a cui aggiungere i legumi, i cereali e le verdure che preferiamo.

A cosa serve l’amaranto? Tutti i benefici

Viste le sue incredibili proprietà nutrizionali, il consumo di questo pseudocereale può aiutarci a vivere meglio, migliorando la nostra salute giorno dopo giorno.

Semi di amaranto
(Adobe Stock)

In particolare, questo alimento è particolarmente prezioso per:

  • Ridurre il colesterolo;
  • Regolarizzare la pressione sanguigna;
  • Combattere l’invecchiamento precoce;
  • Migliorare la salute dell’apparato gastrointestinale.

Abbassa il colesterolo

Mangiare l’amaranto è consigliato a tutti coloro che soffrono di ipercolesterolemia.

Naturalmente, questo alimento andrà inserito all’interno di una dieta varia, sana ed equilibrata.

A cosa si devono i suo effetti benefici? Tutto merito degli oli e i fitosteroli contenuti al suo interno, che aiutano non solo a ridurre i livelli di colesterolo, ma anche il tasso di trigliceridi nel sangue.

Riduce la pressione sanguigna

Mangiare l’amaranto fa bene al sistema cardiovascolare.

Infatti, le fibre e i fitonutrienti in esso contenuti sono in grado di influire positivamente sulla pressione sanguigna, abbassandola.

L’amaranto è quindi perfetto per mantenere un cuore sano e forte.

Combatte i segni di invecchiamento

L’amaranto aiuta a prevenire i segni di invecchiamento precoce, in particolare grazie al suo abbondante contenuto di minerali.

Da non sottovalutare, poi, è l’incredibile presenza di antiossidanti, che combattono i radicali liberi e riducono il rischio di patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer e di Parkinson.

Fa bene all’intestino

Ricca di aminoacidi, questa pianta migliora la digestione, combattendo una serie di disturbi come bruciore e acidità di stomaco.

Il suo consumo è consigliato anche a chi sta seguendo regimi alimentari ipocalorici, poiché le proteine dell’amaranto riducono i livelli di insulina nel flusso sanguigno e rilasciano un ormone che abbassa il senso di appetito.

Potrebbe interessarti anche: Mais: proprietà, valori nutrizionali, benefici e controindicazioni, ricette

Controindicazioni dell’amaranto

Quali sono gli effetti collaterali legati al consumo di questa pianta?

Amaranto semi
(Adobe Stock)

Naturalmente, assumere amaranto non è indicato a tutti coloro che soffrono di ipersensibilità a una o più sostanze in esso contenute.

Inoltre, essendo ricco di acido ossalico, che inibisce l’assorbimento di zinco e calcio, mangiare questo pseudocereale non è consigliato a chi soffre di:

  • artrite;
  • malattie renali;
  • gotta.

Inoltre, è bene non superare le quantità giornaliere raccomandate di questo prodotto, per evitare l’insorgenza di effetti collaterali come bruciore di stomaco, mal di testa e sonnolenza.

La dose quotidiana consigliata è pari a 80 grammi. Inoltre, sarebbe opportuno consumare questo alimento non più di 3-4 volte a settimana, facendo sì che la propria dieta sia ricca e varia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *