Well-being washing: come si manifesta il benessere di facciata

Il benessere di facciata (o well-being washing) è un atteggiamento che si manifesta molto spesso in ufficio. Ma in che cosa consiste? Scopriamolo insieme.

falso stato benessere
Finto benessere in ufficio (Pexels)

Il benessere è fondamentale nella vita privata, così come sul lavoro. Ma a volte è davvero difficile preservarlo, ecco perché molto spesso ci può capitare di ricadere nel cosiddetto “well-being washing”, ossia un “benessere di facciata”.

Questa si può considerare una condizione attraverso la quale celiamo la realtà dei fatti per esibire uno stato di benessere che in realtà non ci appartiene. E questa condizione può verificarsi senza una vera e propria consapevolezza di fondo. Ma come mai ciò avviene?  Scopriamolo insieme.

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Quando siamo vittime del benessere di facciata (o well-being washing)

scarso benessere facciata
Persona che lavora con scarso benessere (Pexels)

Proprio di recente, nell’articolo Benessere sul posto di lavoro: perché è importante il ruolo del dirigente, abbiamo parlato di quanto sia importante preservare il benessere nel luogo di lavoro e di come il dirigente sia chiamato a ricoprire un ruolo fondamentale in questo senso. Non essere felici e stare male nel luogo in cui si passa la maggior parte della giornata di certo non fa bene a noi stessi e può rivelarsi controproducente anche per il rendimento lavorativo.

Ancora una volta il dirigente ha un ruolo fondamentale, perché potrebbe essere lui stesso la causa del malessere dei dipendenti. Ecco perché deve prima di tutti agire sulla causa scatenante di tale malessere e offrire il proprio supporto piuttosto che proporre soluzioni uniche al problema. Queste non hanno fatto mai bene a nessuno, perché ogni persona è diversa e la sua condizione di benessere o malessere è determinata da molteplici fattori.

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Dunque, per agire al meglio al datore di lavoro non basterà garantire ai propri dipendenti alcuni benefici, come ad esempio la palestra aziendale o altri spazi comuni e ricreativi. E nemmeno partecipare a webinar o incontrare esperti sull’argomento se lui in primis non si dimostra coinvolto e non ha alcun tipo di interesse nei confronti della cultura del benessere. È dunque lui stesso che deve farsi portavoce del benessere aziendale prima di tutti gli altri.

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