Quando leggiamo il nostro cervello lavora in questo modo

Leggere fa bene per tanti motivi, ma vi siete mai chiesti come lavora il nostro cervello quando leggiamo? Scopriamolo insieme.

leggere cervello funzione
Libro personaggi animati (Pixabay)

Attraverso la lettura noi riusciamo a creare dei mondi immaginari semplicemente con la forza del pensiero. Perché per comprendere ciò che leggiamo il nostro cervello mette in atto dei meccanismi grazie ai quali noi riusciamo a “vedere” ciò che accade sulle pagine del libro.

E in alcuni casi riusciamo anche a immaginarci cose che non sono state scritte. Ma in che modo il cervello è in grado di farlo? Scopriamolo insieme.

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Come lavora il cervello quando leggiamo

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Vignetta di persona che legge e cervello (Pixabay)

Ci sono numerosi studi che hanno indagato il processo mediante il quale il cervello agisce e lavora grazie alla lettura. Ed è stato provato che durante questa pratica noi possiamo in qualche modo cambiare la struttura del nostro cervello. Questo anche grazie ad alcuni neuroni che vengono messi in moto mentre leggiamo, così come durante altre attività, ad esempio quando scriviamo o facciamo attività fisica.

Ma non è tutto, perché altri studi hanno dimostrato che leggere ci può aiutare a immedesimarci con gli altri, ma anche a rilassarci. Detto ciò, può essere utile analizzare uno studio condotto nel 2013 dalla Emory University, i cui scienziati hanno mostrato gli effetti che la lettura può avere sul nostro cervello. Hanno partecipato allo studio un gruppo di volontari, i quali per 9 giorni consecutivi hanno letto 30 pagine di un libro prima di andare a dormire. Per poi recarsi la mattina successiva dai ricercatori, i quali, attraverso la risonanza magnetica, hanno “scannerizzato” il loro cervello mentre era a riposo.

Dai risultati è emerso che nei lettori si è verificato un aumento della connettività del lobo temporale sinistro, la zona del cervello associata al linguaggio, così come nel solco centrale del cervello, che separa la corteccia sensitiva da quella motoria. Si tratta di un effetto successivo alla lettura, da ricollegare quindi alla sera precedente.

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In conclusione, secondo Gregory Berns, il neuroscienziato che ha condotto la ricerca, noi nella nostra testa facciamo esattamente ciò che fanno i personaggi della storia che stiamo leggendo, poiché attiviamo gli stessi neuroni che ci servirebbero per compiere quella determinata azione nella realtà. Ecco perché la lettura è in grado di trasportarci verso mondi sconosciuti.
E a quanto pare ciò avviene non solo grazie all’abilità che uno scrittore può avere o meno, perché si tratta di un fatto biologico.

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