Dolcificanti artificiali: secondo lo studio danneggiano le capacità del fegato

Secondo un recente studio, l’assunzione di dolcificanti artificiali comprometterebbe la capacità del fegato di eliminare le tossine. Ecco tutti i dettagli.

zucchero e fegato
Fegato (AdobeStock)

Secondo uno studio condotto da un team di ricerca del Medical College of Wisconsin (Stati Uniti), l’assunzione di cibi e bevande senza zucchero come yogurt e soda dietetica potrebbe non essere buona per la salute. Questo perché può compromettere la capacità del fegato di eliminare le tossine.

Il team di ricerca statunitense, in particolare, ha esaminato due sostituti dello zucchero, acesulfame di potassio e sucralosio, noti anche come dolcificanti non nutritivi. Essi hanno la particolarità di fornire un gusto dolce con poche o nessuna caloria. Proprio questi, causerebbero l’interruzione della funzione di una proteina che svolge un ruolo vitale nella disintossicazione del fegato e comprometterebbero le funzioni metaboliche di alcuni farmaci.

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Fegato e dolcificanti artificiali, lo studio del Wisconsin

fegato e tossine
Zollette di zucchero (Unsplash)

Varianti artificiali dello zucchero si trovano nelle versioni “light” o senza zucchero di yogurt, snack, in prodotti non alimentari come i farmaci liquidi e anche in alcuni cosmetici. Nello studio, il team ha scoperto che l’acesulfame di potassio e il sucralosio hanno inibito l’attività della P-glicoproteina (PGP). Essa è anche conosciuta come proteina 1 di resistenza ai farmaci (MDR1). La PGP fa parte di una famiglia di trasportatori che lavorano insieme per ripulire il corpo da tossine, farmaci e metaboliti dei farmaci.

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Gli esperimenti hanno anche mostrato che i dolcificanti stimolano l’attività di trasporto e probabilmente si legano alla PGP. Essi quindi compromettono e inibiscono il trasporto di altri substrati come xenobiotici, farmaci e loro metaboliti, lipidi a catena corta e acidi biliari. Anche se i ricercatori avvertono che lo studio è preliminare e deve essere confermato in studi preclinici e clinici, i risultati suggeriscono che i dolcificanti non nutritivi potrebbero essere problematici per le persone che prendono farmaci che usano la PGP come trasportatore primario di disintossicazione. Questi includono alcuni antidepressivi, antibiotici e farmaci per la pressione sanguigna.

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