Scrittura espressiva: prendere consapevolezza delle proprie emozioni

Non sempre siamo in grado di comprendere ciò che proviamo, ecco perché può essere utile pensare a una soluzione che ci permetta di prendere coscienza dei nostri sentimenti, come ad esempio la scrittura espressiva.

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Carta e matita (Pixabay)

Ogni persona è un mondo a sé, pieno di strade asfaltate e sterrate, rette oppure con curve e bivii. E nel bel mezzo di queste strade che intersecandosi tracciano la vita di una persona, succedono una quantità impressionante di fatti e situazioni, che non sempre vengono bene interpretati, sia dagli altri ma anche da noi stessi.

E quando ciò accade abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia prendere coscienza delle nostre emozioni, perché altrimenti non riusciremmo a comprenderle da soli. Ma forse perché non abbiamo mai messo in atto la scrittura espressiva.

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Quando la scrittura espressiva può aiutare

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Donna che scrive (Pixabay)

Gli stati d’animo che interessano ognuno di noi, se non li focalizziamo nella mente e non li indaghiamo rischiano di perdersi in un buco nero. E questa condizione a lungo andare potrebbe portare a delle conseguenze. Ecco perché è bene far luce su ciò che proviamo e il modo migliore per farlo è scrivere.

Abbiamo già parlato dei benefici della scrittura e tra questi vi è sicuramente la possibilità di imprimere sulla carta sentimenti che, una volta scritti, in qualche modo vengono concretizzati e quindi maggiormente riconosciuti. Rileggere ciò che abbiamo scritto ci permette poi di riflettere maggiormente su ciò che stiamo provando in un determinato momento.

Si parla in questi casi di scrittura espressiva, che può essere vista come una possibilità per riportare sulla carta dubbi, preoccupazioni o semplicemente riflessioni. Ma anche per comprendere al meglio ciò che scriviamo, che in una forma astratta e indefinita rischia invece di perdersi.

Sono stati diversi gli studi che hanno analizzato la relazione che intercorre tra la scrittura espressiva e il benessere psicofisico.
I primi tra questi sono stati condotti da Pennebaker, psicologo sociale americano. Secondo lui attraverso la scrittura si riuscirebbe a raggiungere quasi una condizione di catarsi. Pennebaker scoraggiava poi l’inibizione delle emozioni negative oppure il controllo troppo eccessivo delle stesse. Entrambe le condizioni conducono infatti ad alti livelli di stress.

Come lui, negli ultimi 20 anni altri studiosi hanno messo in luce gli aspetti benefici che la scrittura espressiva è in grado di offrire. Baikie K.A. e Wilhelm K, ad esempio, in uno studio del 2015 hanno messo in luce come scrivere i propri pensieri possa a lungo termine avere degli effetti positivi sul funzionamento del sistema immunitario e sull’umore, ma anche su una minore pressione sanguigna, e sul miglioramento della funzionalità epatica e polmonare.

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Ci sono poi alcuni studiosi che considerano la scrittura espressiva del tutto inutile per chi non è in grado di riconoscere e verbalizzare le proprie emozioni. Altri invece sostengono una tesi del tutto differente. Per questi ultimi sarebbero proprio queste persone a trarre i maggiori benefici dalla scrittura espressiva. Indipendentemente da questo, la scrittura è sicuramente utile perché lasciare un segno dei propri stati d’animo non fa mai male.

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