Restare svegli durante la notte, i rischi che il nostro cervello corre

Un team di ricerca americano rivela che il nostro cervello non è fatto per rimanere sveglio durante la notte, ecco i rischi associati.

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Ragazzo che non riesce a dormire (Pexels)

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Non sono in pochi coloro che, la sera, rimangono svegli fino a tardi, e i motivi possono essere i più disparati: una bevuta fuori con gli amici, per guardare un film, stare sui social, per leggere un libro. Insomma, tutte attività che tendiamo a confinare in tarda notte, poiché la maggior parte delle ore diurne siamo occupati a lavorare o a studiare.

L’abitudine a rimanere svegli di notte è la cosiddetta Mind After Midnight, etichettata così da un team di ricerca americano che ha effettuato uno studio poi pubblicato su Frontiers in Network Psychology. L’articolo in questione, sostiene che quest’abitudine potrebbe aumentare le probabilità di vedere il mondo da un punto di vista negativo. Ma non solo.

Mind After Midnight: conseguenze del cervello sveglio dopo la mezzanotte

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Ragazza priva di sonno (Pexels)

Rimanere svegli fino a tarda notte potrebbe aumentare il rischio di assumere comportamenti dannosi, oppure di prendere decisioni impulsive. Tra questi, si parla di dipendenze, come quella dal gioco d’azzardo, dall’alcool e dalle droghe. La Mind After Midnight è, al momento, una condizione solo ipotizzata che dovrà essere convalidata attraverso degli studi più approfonditi.

Per il momento sono state analizzati solo dei comportamenti dannosi che sembrerebbero essere altamente associati alla veglia notturna. Ad esempio, secondo uno dei coautori dell’articolo, i suicidi ma anche gli omicidi e altre attività criminali, sono statisticamente più probabili durante le ore notturne.

La stessa correlazione è stata associata tra la veglia notturna e le assunzioni di sostanze come alcool, oppioidi e cannabis. Anche le scelte alimentari non sono tra le migliori, durante la notte. Tendiamo a consumare più carboidrati o grassi. Ma perché questi comportamenti dannosi aumentano in questa fascia oraria?

Orario notturno e attività criminose

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Donna resta sveglia nella notte (Pexels)

Analizzando, ad esempio, le attività criminali, chiaramente secondo gli studiosi è più probabile che avvengano di notte poiché l’oscurità è complice e perché ci sono meno persone in giro, di conseguenza è più semplice agire. Ci sarebbe però anche una base biologica.

L’influenza circadiana sull’attività neurale del nostro cervello cambia nel corso delle 24 ore, portando a differenze nel modo in cui elaboriamo gli stimoli esterni. Durante le ore diurne, le influenze circadiane sono sintonizzate sulla veglia e il nostro cervello ha la tendenza a visualizzare le informazioni sotto una luce positiva.

Al contrario, durante la notte, le influenze circadiane sono sintonizzate sul sonno e la tendenza a visualizzare le informazioni sotto una luce negativa è massima. Il nostro organismo, inoltre, produce più dopamina durante la notte. Questa tende ad alterare il nostro sistema di motivazione e ad aumentare la probabilità di intraprendere attività rischiose.

Sostanzialmente, la nostra visione del mondo si riduce durante la notte e diventa più negativa, portandoci a prendere decisioni sbagliate. La teoria Mind After Midnight può avere forti implicazioni sul mondo reale. Infatti, se la teoria verrà approvata attraverso approfonditi studi, si potranno attuare nuove strategia per ridurre i comportamenti criminali, violenti e dannosi.

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