Sei ciò che mangi: ecco come il cibo ti cambia in modo considerevole

Sei ciò che mangi: ecco come il cibo ti cambia in modo considerevole. Motivo in più per prestare attenzione

 

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Significato del cibo
Sei ciò che mangi (Pixabay)

Di ritorno dalle vacanze, tra i propositi più comuni c’è quello di fare attenzione una volta per tutte a ciò che mangiamo. Mangiare male infatti ci ha causato durante l’Estate non pochi problemi: non è un caso che durante il periodo estivo siano molto frequenti e comuni i disturbi gastrici e simili. Molti di noi si sono anche ritrovati a settembre notevolmente ingrassati. Un buon motivo per fare attenzione, ora che
siamo tornati.
E se è vero che L’estate ci fa per sua natura ingrassare- infatti il metabolismo basale si abbassa con il caldo- e ci dà più occasioni per sgarrare, ora che le ferie sono finite non abbiamo proprio più scuse. Non si tratta solo di dimagrire o ingrassare ma c’è di più. Il cibo cambia radicalmente quello che siamo e che proviamo.

Sei ciò che mangi: ma in che modo? Ecco il significato del famoso proverbio

Riso valori nutrizionali
Riso (Pixabay)

Sei ciò che mangi, quante volte l’abbiamo sentito? IIl problema è che, a quanto pare, non si tratta solo di un’abile costruzione retorica ma anche di una verità consolidata che cambia le cose. Il cibo veramente definisce chi siamo.

Non solo come appariamo, ma anche come ci sentiamo in un dato momento. Se ti chiedi come questo possa accadere, prova a pensare alla definizione di “comfort food”: solo una
delle volte in cui il cibo viene caricato di una valenza emotiva che non gli è propria. Ma ci sono dei cibi che veramente ci fanno sentire in un modo invece che in un altro. Non esistono cibi che causano idrettamente felicità o infelicità, ma una dieta che abbia solo un nutriente piuttosto che un altro invece sì.

Se abbiamo una dieta ricca di fibre e anti-ossidanti potremmo sentirci con buona probabilità meglio. Alcuni alimenti inoltre, come il cioccolato, stimolano la produzione di serotonina. Sono invece molti gli studi che dimostrano la correlazione tra junk-food e depressione.

Insomma, il cibo non è solo una questione di aspetto ma anche di…sentimento. 

 

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