Colazione: un nuovo studio rivela il retroscena che nessuno avrebbe mai immaginato

Che cosa hanno scoperto alcuni ricercatori a proposito della colazione, che è un appuntamento fisso per milioni di persone in tutto il mondo.

Un cornetto ed un cappuccino con dei biscotti
Un cornetto ed un cappuccino con dei biscotti (Foto Canva)

Colazione, un rito irrinunciabile da non mancare mai. O almeno dovrebbe essere sempre così. Tanti esperti in ambito nutrizionale sostengono che mangiare appena abbandoniamo il letto al mattino dovrebbe essere una delle azioni che mai dovremmo saltare. Mai evitare di fare la colazione, perché è con essa che facciamo il pieno di energia che ci servirà poi per affrontare la giornata.

La colazione è uno dei cinque pasti imprescindibili al giorno che dovremmo sempre rispettare. Gli altri sono lo spuntino di metà mattinata, il pranzo, la merenda del pomeriggio e la cena. Ed ognuno di questi pasti non dovrebbe andare a più di quattro ore da quello che lo precede.

Inoltre la colazione andrebbe fatta comunque entro un certo orario, intorno alle 10:00. Solitamente si consiglia di non svegliarsi tardi al mattino, proprio per non saltarla. C’è però uno studio reso noto dalla rivista specializzata di settore “Cell Metabolism” che illustra dei dati del tutto nuovi riguardo al ruolo giocato dal mangiare appena svegli al mattino.

Colazione, cosa hanno osservato i ricercatori

Dei cornetti ed un cappuccino
Dei cornetti ed un cappuccino (Foto Canva)

Questo studio sovverte la annosa affermazione sul fatto che fare colazione sarebbe utile in particolare per ottimizzare il processo di assimilazione di energia nell’ottica di perfezionare il dimagrimento. O meglio, che sarebbe utile farlo mangiando in maniera abbondante. E la stessa cosa vale per la cena.

Analizzando le abitudini alimentari di alcuni soggetti affetti da obesità o comunque in sovrappeso ed altri invece in perfetto peso forma. Ognuno di loro ha seguito una dieta per un mese e per tutti quanti era prevista una colazione od una cena costituite da porzioni generose. Ed era prevista l’assunzione di 30% di proteine, 35% di carboidrati e 35% di grassi. Poi, in seguito ad una settimana di pausa, tutti quanti hanno seguito una dieta opposta.

Ovvero, chi ha fatto delle colazioni o delle cene abbondanti all’inizio le ha poi ridotte di volume, e viceversa. Questo ha portato ad un dimagrimento di poco più di 3 chili in media. Questa cosa ha aiutato i soggetti a mangiare di meno nel resto della giornata, perché ha contribuito a riempirli tenendo sotto controllo il senso di fame.

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Quali dati sono emersi

Però sono emerse due cose: non è vero che la stessa sia il pasto più importante della giornata, perché c’è un consumo di energia che non è differente da quelle che avviene di sera. Inoltre di mattina non si dovrebbe mangiare in maniera abbondante bensì in modo bilanciato e che possa favorire la digestione.

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Però va anche detto che questo studio ha osservato troppi pochi soggetti, solamente 30 in tutto, quando per avere una rilevanza scientifica bisognerebbe invece prendere in considerazione un numero di soggetti ben più ampio. E per quanto riguarda la cena, sarebbe comunque meglio farne una leggera, in grado di favorire la digestione durante il sonno notturno.

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