Epilessia, scopriamo meglio questo disturbo neurologico: le cause che scatenano le crisi

L’epilessia è un disturbo neurologico cronico che causa grave disagio nella persona e comporta crisi che incidono sulla qualità della vita.

Riguarda il sistema nervoso centrale e l’alterazione dell’attività neurale. Le cellule nervose, addette alla trasmissione elettrochimica degli impulsi, vengono alterate, provocando le classiche crisi epilettiche. Le crisi epilettiche sono determinate da una qualsiasi alterazione dello sviluppo cerebrale, ma anche da determinati traumi al capo, oppure da certe patologie.

Ragazza effettua test encefalogramma (Canva – Inran.it)

Circa la metà delle crisi epilettiche che si hanno sono di origine sconosciuta, chiamate anche epilessie primarie, sintomo di una materia ancora, per certi versi, ignota e difficile da affrontare. Le crisi, invece, che hanno un’origine ben chiara, sono definite epilessie secondarie. Se per le primarie non si può risalire con certezza a eventi precedenti alla crisi, che cosa scatena le epilessie secondarie?

Le cause scatenanti le crisi di epilessia

Radiografia al cervello (Canva – Inran.it)

Le epilessie secondarie sono scatenate da diversi fattori, come quelli ereditari, tanto che i ricercatori hanno scoperto che esistono più o meno 500 geni responsabili dello sviluppo dell’epilessia. Altro fattore scatenante potrebbe essere un qualche trauma cerebrale. Numerose persone, infatti, soffrono di crisi epilettiche a seguito di incidenti stradali o di lesioni alla testa.

Alcune patologie cerebrali, come l’ictus, possono dare vita a un qualche forma di epilessia, oppure, lesioni del feto possono incidere su questa condizione. Potrebbe essere la stessa madre ad aver trasmesso una qualche infezione, oppure una scarsa nutrizione, o un trauma al cervello ai danni del feto. Infine, c’è la questione delle malattie infettive.

Ad esempio, la meningite, l’encefalite virale o l’AIDS possono portare all’epilessia. Ma le crisi epilettiche possono insorgere anche per via del degrado cognitivo, come demenza senile, Alzheimer, oppure per via di alterazioni metaboliche o carenza di sonno. Per questo ultimo caso, è importantissimo dormire bene, le giuste ore, e avere un sonno di qualità per stare in salute.

Trattamenti per il disturbo neurologico: la suddivisione delle crisi di epilessia

Tac cervello (Canva – Inran.it)

L’eccessiva attività di neuroni scatena le crisi, generando così una condizione convulsiva, che è possibile registrare anche sull’elettroencefalogramma. Le crisi si dividono in due gruppi: focali, che intaccano un solo emisfero cerebrale, e generalizzate, che intaccano entrambi gli emisferi cerebrali. Le crisi focali si caratterizzano attraverso violente scariche delle cellule nervose, e causano crisi motorie, visive o acustiche, nei casi più gravi anche perdita di coscienza.

Le crisi generalizzate, che rappresentano il 40% delle crisi totali, invece, sono caratterizzate da una rapidissima perdita di coscienza, della durata di pochi secondi, e spesso sono accompagnate da movimenti muscolari vigorosi e improvvisi. Si possono verificare anche di notte, in questi casi si parla di epilessia notturna.

Nei casi più gravi, si manifesta attraverso crisi tonico cloniche, ossia eventi della durata di qualche minuto che coinvolgono l’intero corpo. Queste, producano scatti di tutto il corpo, bava alla bocca, respirazione affannosa, perdita di urine, convulsioni pesanti. I sintomi dell’epilessia non devono essere confusi con quelli dati da alcuni disturbi mentali, dalla narcolessia e da altri disturbi neurologici.

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Come evidenzia la testata Nature Genetics nel suo articolo, la maggior parte dei casi di epilessia è determinato da fattori genetici. Quali sono le cure per l’epilessia? Non esistono cure definitive, tuttavia, oltre ai farmaci anti-epilettici, si stanno studiando nuovi metodi per trattare la malattia, come ad esempio, l’ascolto della musica.

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