Musica: come usarla per rallentare il declino cognitivo nelle persone anziane

Sapevi che la musica può essere utilizzata per rallentare nelle persone anziane il declino cognitivo? Sai come farlo? I suoi benefici ti stupiranno non poco.

È risaputo che con l’avanzare dell’età il cervello perde materia grigia e plasticità nella zona in cui si trovano i neuroni, questo fenomeno è piuttosto noto e prende il nome di atrofia cerebrale.

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Donna anziana suona pianoforte (Canva) -Inran.it

È la memoria di lavoro che ne risente di più, una funzione importantissima perché ci consente di elaborare le informazioni a breve termine indispensabili per raggiungere un obiettivo, di ricordare e altro ancora. Sembra però che la musica sia incredibilmente utile per contrastare l’invecchiamento cerebrale.

Uno studio pubblicato su NeuroImage, Reports, infatti fa sapere che ascoltare attivamente musica o suonare uno strumento aiuta a prevenire il cognitivo declino. Il motivo? Perché stimola utilmente la produzione nel cervello di materia grigia. Nei paragrafi successivi puoi scoprire come è possibile usare la musica per rallentare il declino cognitivo nelle persone anziane.

Ecco come usare la musica per rallentare nelle persone anziane il declino cognitivo, i benefici sono pazzeschi

Lo studio ha esaminato 132 pensionati di età compresa tra i 62 e i 78 anni sani dal punto di vista mentale che fino a quel momento non avevano mai suonato uno strumento musicale. Questi sono stati divisi in due diversi gruppi, il primo ha partecipato a lezioni di ascolto attivo.

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Anziana donna ascolta musica con le cuffie (Canva) -Inran.it

Nel primo gruppo gli anziani dovevano analizzare le proprietà musicali di vari stili e concentrarsi sul riconoscimento degli strumenti. L’altro gruppo invece ha preso lezioni di pianoforte. La durata di ogni lezione era di un’ora, tornati a casa però i partecipanti dovevano svolgere ogni giorno per circa mezz’ora dei compiti.

In entrambi i gruppi dopo sei mesi hanno sono stati rilevati miglioramenti significativi, in quattro regioni cerebrali implicate nel funzionamento cognitivo di alto livello è stato infatti registrato un aumento della materia grigia. Ne hanno tratto benefici anche le zone del cervelletto che influiscono sulla memoria di lavoro, le performance sono migliorate del 6% ed è migliorata anche la plasticità del cervelletto.

I due diversi gruppi non sono migliorati allo stesso identico modo, infatti sono state notate alcune differenze. Nelle persone anziane che hanno preso lezioni di pianoforte è rimasta stabile la quantità di materia grigia nella corteccia uditiva primaria destra. Invece è diminuita in coloro che si sono dedicati per mesi all’ascolto musicale. Il coordinatore dello studio, Damien Marie, ci ha tenuto quindi a precisare che la musica aiuta a prevenire l’invecchiamento di alcune specifiche regioni ma non è possibile affermare con certezza che ringiovanisca anche la mente. A detta sua il passo successivo è quello di capire se la musica può essere utile anche nei confronti di coloro che hanno già un lieve deterioramento a livello cognitivo, al momento infatti non è chiaro se possa migliorare la loro situazione.

Musica rallenta invecchiamento
Uomo anziano suona pianoforte (Canva) -Inran.it

Oltre alla musica sono diverse le accorte che si possono mettere in pratica non solo per migliorare la memoria ma anche per rallentare l’invecchiamento. Diversi sono gli hobby che stimolano la mente, tra questi: imparare una nuova lingua, leggere, colorare i mandala e molti altri ancora. Dopo poco tempo i miglioramenti che si notano sono davvero notevoli.

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