Sentirsi soli sul posto di lavoro, come combattere un fenomeno nocivo

Che cosa si intende per sentirsi soli sul posto di lavoro, perché succede e che cosa si può fare per cercare di stare meglio.

Sentirsi soli sul posto di lavoro è una sensazione molto più diffusa di quanto potrebbe sembrare. E può avvenire per diversi motivi. Cambiare ufficio oppure avere a che fare per la prima volta con una professione può fare in modo da metterci in contatto con una realtà nuova e che è ancora tutta da scoprire. Oppure pensate a quelle situazioni nelle quali ci si ritrova da soli in terra straniera e dove, pur padroneggiando la lingua e conoscendo perfettamente quelle che sono le inevitabili differenze culturali, si è comunque lontani da dove sono le proprie origini.

Sentirsi soli sul posto di lavoro, perché e come combatterlo
Una donna stressata sul posto di lavoro (Foto Canva – Inran.it)

Per dire, esistono molti italiani che vivono e lavorano in Giappone, in Australia, in altri Stati asiatici, africani, americani o dell’Europa. E si può sentirsi soli sul posto di lavoro anche per motivazioni diverse. Il fatto di essere magari più schivi di carattere, poco inclini alle cene aziendali ed alle uscite con i colleghi e magari anche il non amare molto il proprio lavoro possono essere altri elementi di disturbo, in questo senso.

Sentirsi soli sul posto di lavoro, i motivi per i quali sorge

Sentirsi soli sul posto di lavoro, perché e come combatterlo
Un lavoratore stressato (Foto Canva – Inran.it)

E se da una parte lo smart working ha apportato diversi miglioramenti nel modo di esplorare nuovi orizzonti professionali e nuove opportunità, dall’altra è indicato come una delle cause principali del sentirsi soli sul posto di lavoro. Questo perché risulta essere assente la componente interpersonale. Detto questo, non bisogna demonizzare lo smart working, tutt’altro. Ma anche prima di questa “scoperta” la sensazione di sentirsi soli sul posto di lavoro esisteva già.

E si traduceva in cattivi rapporti con alcuni colleghi o con il capo, con il sentirsi esclusi ed osteggiati. Allora in questi casi ben venga lo smart working. Ma questa sensazione è da contrastare anche in altro modi. Alcune ricerche recenti condotte su dei campioni di lavoratori di età, professioni e generi diversi ha fatto emergere anche un particolare alquanto preoccupante. E cioè che la solitudine sociale grava specialmente sulle spalle dei più giovani, di quelli cioè che sono entrati nel mondo del lavoro da meno di cinque anni.

Cosa fare per contrastare questo malessere

Sentirsi soli sul posto di lavoro, perché e come combatterlo
Una rappresentazione di una situazione di burnout (Foto Canva – Inran.it)

La spiegazione ritenuta più plausibile in tal senso è che chi lavora per più tempo in uno stesso posto sa come fare per sentirsi perfettamente a suo agio. Conosce le dinamiche necessarie, le persone giuste e probabilmente non deve neanche darsi da fare più di tanto per non sentirsi sotto giudizio. Cose che invece possono influenzare i neoassunti od i meno esperti, solitamente proprio i più giovani. Ma il rischio è di contrarre depressione, stress, ansia, disturbi del sonno, insicurezza, improduttività e molto altro.

Anche senza che avvengano episodi del genere, dovrebbe essere compito dell’azienda intervenire in maniera preventiva per evitare eventuali insoddisfazioni, paure ed anche scontri. Non bisogna dimenticare che anche l’azione nociva di alcuni colleghi, equiparabile in tutto e per tutto al bullismo, può creare isolamento sociale e professionale. Magari istituire la figura dello psicologo aziendale, favorire un clima lavorativo più disteso e creare un dialogo specialmente con i nuovi assunti può servire per evitare ogni possibile brutta conseguenza. Della quale ne farebbe le spese anche l’azienda stessa in termini di produttività.

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