Se noti questo dopo aver mangiato non è un buon segno: fai caso alla tua pancia e guarda cosa succede

Il nostro corpo a volte ci invia segnali di allarme per mettere in evidenza un problema: se ti succede dopo mangiato fai attenzione a questa possibilità.

Dolori alla pancia
Se noti questo dopo aver mangiato non è un buon segno: fai caso alla tua pancia e guarda cosa succede (Inran.it)

Il nostro corpo è una macchina di precisione, il cui funzionamento è frutto di ingranaggi ed equilibri tanto complessi quanto delicati. A volte un nonnulla può alterare il nostro stato di salute, ad esempio un colpo di freddo, una notte di sonno disturbato, un evento stressante nella vita di tutti i giorni o anche un pasto apparentemente innocuo.

A volte, infatti, può capitare di avere problemi di digestione dopo aver mangiato, ma nella maggior parte dei casi si tende a lasciar perdere, aspettando che il problema scompaia da sé. Ma se invece tutto ciò fosse avvisaglia di una condizione da tenere sotto controllo? Episodi di questo genere, infatti, possono essere sintomo di allergie o intolleranze.

Quando mangi poi stai male? Forse è la sindrome dell’intestino irritabile

Dolore addome
Se dopo mangiato hai dolore all’addome forse potresti soffrire della sindrome dell’intestino irritabile (Inran.it)

Oppure di condizioni patologiche passeggere ma che non per questo devono essere ignorate completamente. In alcuni casi, infatti, si può parlare di sindrome dell’intestino irritabile, anche indicata come SII. Questa condizione si presenta in caso di infiammazione del tratto digerente e può provocare dolori addominali, episodi di stipsi o, al contrario, diarrea oppure meteorismo e pancia gonfia.

Pur essendo uno dei disturbi più diagnosticati dai gastroenterologi, le cause della SII non sono ben chiare. In alcuni soggetti si presenta un’ipersensibilità dell’apparato digerente, che può essere influenzato da fattori endogeni ed esogeni, nonché dall’aspetto emotivo. Non a caso nella cultura popolare l’apparato digerente è conosciuto come il “secondo cervello”.

Consulta il medico per una diagnosi

Se quando mangiamo ci ritroviamo a incorrere spesso in questi disturbi, dunque, potrebbe essere il caso di consultare un esperto. Innanzitutto gli esami potranno escludere la presenza eventuale di patologie più gravi, inoltre potranno aiutarci a mettere a punto un’alimentazione e uno stile di vita più adatti alle nostre esigenze.

In questi casi, ad esempio, si possono evitare gli alimenti che producono gas (i legumi, il cavolo, i carciofi e molti altri), oppure quelli particolarmente pesanti da digerire, ad esempio i latticini. In caso di stipsi, invece, si può aumentare il consumo di fibre, che regolano il tratto intestinale e l’assorbimento di grassi e zuccheri nel sangue.

Nei casi più complessi, infine, si può far ricorso a farmaci che possano aiutare a risolvere il problema. A questo scopo, ovviamente, è fondamentale consultare un medico, che saprà guidarci nella gestione della nostra SII.

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