Fresca, profumata e amatissima, la spremuta d’arancia fa bene solo se bevuta nel momento giusto. Scopri quando berla e quali errori evitare.
La spremuta d’arancia è una di quelle cose che sembrano salutari. La beviamo quasi senza pensarci, convinti che faccia bene a prescindere.

In realtà non è proprio così. Non perché sia sbagliata, ma perché il modo e il momento in cui la consumiamo cambiano parecchio l’effetto che ha sul nostro corpo.
I trucchi per rendere la spremuta d’arancia un vero alleato di salute
Partiamo da una cosa semplice: l’arancia intera è sempre la scelta migliore. Mangiandola così com’è, con tutta la sua polpa, introduciamo fibre, acqua, vitamine e zuccheri naturali in un equilibrio perfetto.

Con la spremuta una parte delle fibre si perde, quindi non è un’alternativa equivalente. Ma questo non significa che vada eliminata, solo usata con un po’ più di attenzione.
Perché la spremuta d’arancia ci piace così tanto
Il motivo per cui la spremuta d’arancia è così popolare è chiaro: è buona, rinfrescante e associata all’idea di difese immunitarie forti. La vitamina C c’è, ed è anche in quantità interessanti, soprattutto quando le arance sono di stagione. L’ inverno è il momento migliore per berla.

Oltre alla vitamina C, la spremuta contiene anche antiossidanti. Inserita in un’alimentazione equilibrata, può fare bene a livello cardiovascolare e contribuire a una migliore idratazione, soprattutto per chi durante il giorno beve poca acqua.
Il momento giusto per bere la spremuta d’arancia
Uno degli errori più comuni è berla appena svegli, a stomaco completamente vuoto. È una di quelle abitudini che sembrano sane, ma che spesso creano più fastidi che benefici. L’acidità può irritare lo stomaco, soprattutto se sei sensibile o se soffri di gonfiore, acidità o digestione lenta.
La spremuta funziona meglio quando è inserita dentro un pasto. A colazione va benissimo, purché non sia l’unica cosa ingerita. Meglio abbinarla a qualcosa di solido: pane, yogurt, latte, frutta secca. Anche come spuntino pomeridiano è una buona scelta, oppure a pranzo, se senti il bisogno di qualcosa di più dissetante dell’acqua.
Quanto alle quantità, non serve esagerare. Un bicchiere piccolo, preparato con due o tre arance, è più che sufficiente. Bere mezzo litro di spremuta non rende più sani, rende solo più carichi di zuccheri.
Gli errori che rendono la spremuta d’arancia meno sana
Il primo è filtrarla poiché elimini la poca fibra rimasta, che invece aiuta a rallentare l’assorbimento degli zuccheri e a evitare picchi glicemici.
Il secondo errore è prepararla e lasciarla lì. La vitamina C si ossida velocemente: una spremuta bevuta mezz’ora dopo non è la stessa cosa. Meglio farla e berla subito.
Zuccherarla è inutile, è già dolce di suo. Aggiungere zucchero o miele non la rende più sana, solo più sbilanciata.
Poi, attenzione alla classica colazione da bar: caffè, cornetto e spremuta. È buonissima, ma poco equilibrata. La caffeina può interferire con l’assorbimento della vitamina C e, insieme all’acidità della spremuta, può risultare irritante per lo stomaco.
Se soffri di reflusso, gastrite o disturbi gastrici importanti, la spremuta può peggiorare i sintomi. In questi casi non è una questione di “fa bene o fa male”, ma di ascoltare il proprio corpo.





