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Cistite interstiziale: sintomi, cause, diagnosi, e terapie

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Differentemente dalla “cugina” cistite di origine batterica, molto più diffusa, la cistite interstiziale non è originata da una infezione batterica e quindi non risponde alle terapie convenzionali antibiotiche.

E’ altresì importante ricordare come la cistite interstiziale non sia una malattia psicosomatica e quindi tra le sue cause non vi è lo stress. Anzi, al contrario, il dolore continuativo che ne deriva e la assenza di una diagnosi possono farne scaturire uno stress e altri disturbi da depressione e ansia. La cistite interstiziale può affliggere individui di qualsiasi razza, sesso ed età. Le statistiche ci dicono, però, che le donne ne sono molto più colpite.

La sintomatologia

La cistite interstiziale porta con se qualcuno o tutti i sintomi seguenti:

  • Dolore vescicale;
  • Stimoli impellenti alla minzione, accompagnati da dolori o spasmi come una stretta di una mano;
  • Frequente minzione (sino a sessanta volte nei casi gravi) di giorno e soprattutto di notte;
  • Sconforto vescicale;

Se il dolore passa anche all’addome, nei pressi delle zone periombelicali, alla vagina o all’uretra, allora prende il nome di sindrome pelvica dolorosa, insomma, il quadro del dolore si fa più ampio. Le sofferenze sovente interferiscono con la vita sessuale. L’uomo può accusare un dolore ai testicoli. Allo scroto intero estensibile fino anche alla zona perineale, al pube, al coccige e potrebbe anche soffrire di eiaculazione dolorosa ed altre sintomatologie legate alla ipertrofia della prostata, con il rischio di seguire delle terapie errate per diagnosi errata, fino anche ad arrivare ad inutili interventi chirurgici alla prostata.

La cistite interstiziale ed altre malattie associate

La cistite interstiziale ed altre malattie associate

E’, purtroppo, una caratteristica della cistite interstiziale, quella di associarsi con parecchie altre malattie a carattere autoimmune o, comunque, dipendenti da un disordine immunologico: dolori articolari e muscolari, cefalee, allergie, artriti reumatoidi, lupus sistemico, vestibulite vulvare, endometriosi, colon irritabile, sindrome di Sijogren, tiroidite di Hashimoto, collagenopatie. La malattia si classifica come patologia rara (codice di esenzione del SSU RJ0030 e, una volta diagnosticata, il paziente lo si inserisce nel Registro Regionale per le Malattie Rare

Diagnostica ed esami

La diagnosi per una cistite interstiziale è purtroppo molto difficile da ottenere. Iniziamo con il dire che gli specialisti, uroginecologi ed urologi dovranno prima di ogni altra cosa escludere qualsiasi altra patologia definita “confondente”, come potrebbero essere tumori alla vescica, un disturbo renale, una tubercolosi, qualche infezione vaginale, una malattia sessualmente trasmissibile, una endometriosi, altre cistiti come, ad esempio, quella da radiazioni o chimica, patologie da svuotamento vescicale incompleto o altri disturbo a carattere neurologico.Gli esami che si possono eseguire per avere una diagnosi quanto più precisa possono essere:

  • Compilare un diario idrico e alimentare;
  • Compilare un diario delle minzioni ed evacuazioni per escludere patologie funzionali dell’intestino e della vescica.
  • Uroflussometria con valutazioni dei residui post minzione.
  • Esami urinari e ematochimici specifici per l’esclusione di anticorpi anti Chlamydia e tubercolosi.
  • Spermiocoltura e Urinocultura per la esclusione della cistite «comune» con origine batterica.

Se si rendesse indispensabile, per arrivare ad una diagnosi esattasi può proseguire con gli esami seguenti:

  • Biopsia delle pareti vescicali per l’esclusione di altre patologie.
  • Cistoscopia con idrodistensione da effettuarsi in anestesia generale, per sovradistendere la vescica e visualizzare le emorragie puntiformi sulla parete della vescica, le quali sono molto diffuse nella cistite interstiziale e per la ricerca di forme particolare di ulcera della mucosa della vescica, denominata ulcera di Hunner, la quale può guarire esclusivamente con intervento chirurgico di ablazione dell’ulcera medesima.

La terapia

La terapia per la cistite interstiziale

La terapia può constare anche di assunzione di farmaci per os:

  • Oppiacei, miorilassanti, anticomiziali, antinfiammatori, antistaminici, analgesici e antispastici possono produrre una diminuzione del dolore alla vescica ma difficilmente annullarlo.
  • Antidepressivi: si è notato che gli antidepressivi triciclici a base di amitriptilina coadiuvano sia diminuendo il dolore che rallentando la frequenza della sindrome del dolore alla vescica. Nella cistite interstiziale, questi farmaci sono utilizzati per le loro capacità antidolorifiche, non tanto per il trattamento della depressione e a dosaggio basso, incrementando lentamente la posologia per evitare gli effetti collaterali gravi quali nausea, sonnolenza e tremori.
  • Pentosano polisolfato sodico: ha ricevuto l’autorizzazione della Food and Drug Administration degli Stati Uniti nel 1996. È l’unico prodotto farmacologico per os approvato proprio per l’utilizzo nella cura della cistite interstiziale e si pensa che agisce con la riparazione dell’endotelio vescicale, danneggiato o sottile.

Esistono poi altri rimedi.

  1. La tecnica di sovradistensione della vescica condotta in anestesia generale viene utilizzata come metodo diagnostico della cistite interstiziale però non è improbabile che abbia anche una funzione terapeutica nel senso dell’interrompere il dolore con lo stretching dei nervi che corrono lungo le pareti vescicali. I benefici hanno una durata di circa tre mesi.
  2. Le terapie del tipo endovescicale stanno riscuotendo un sempre maggior successo. Si fondano sulla instillazione di materiali che contribuiscono a costituire lo stesso corpo dell’uomo: i glicosaminoglicani. Essi hanno un notevole potere antinfiammatorio e vengono distribuiti lungo le pareti vescicali andando a riparare le mucose danneggiate da eventuali agenti chimici, oppure tossici o ancora batterici e radianti, e si comportano al pari degli ammortizzatori trattenendo moltissima acqua.
  3. Le soluzioni a base di condroitinsolfato, acido ialuronico o anche una miscela dei due, pur essendo particolarmente cari e non rimborsabili dal SSN, portano ad un rapido miglioramento della sintomatologia.