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Diastasi addominale (propriamente detta “diastasi dei retti addominali): cause e recupero

La diastasi addominale, o diastasi dei retti addominali, consiste nella separazione dei due muscoli retti addominali, o, meglio delle due fasce muscolari, destra e sinistra, del muscolo retto addominale, le quali si allargano, allontanandosi della linea mediana passante per l’addome.

Diastasi addominale: cause ed effetti della separazione

Durante una gestazione il feto, man mano che cresce all’interno dell’addome materno, esercita una pressione via via crescente dentro “il pancione della mamma” e, mentre ciò avviene, anche un nuovo equilibrio ormonale influisce sull’assottigliamento dei tessuti connettivi, favorendolo (da qui la creazione della famosa “linea alba” sul pancione delle gestanti).

Questa separazione può avvenire negli ultimi tre mesi della gestazione e, in ogni caso, costituisce un problema dopo il lieto evento, allorquando l’indebolimento dei muscoli dell’addome è al suo apice.

La diastasi addominale indebolisce il potere stabilizzante che i muscoli addominali esercitano sul tronco del corpo della gestante è può essere la causa dell’aggravarsi dei dolori alla schiena ed anche della poca stabilità del bacino. Se la diastasi addominale si presenta in una gravidanza, ci saranno ancor maggiori probabilità che la stessa si ripresenti anche in eventuali successive gravidanze.

Test per la verifica della diastasi e, eventualmente, per valutarne l’intensità

Diastasi addominale cause ed effetti della separazione

Grazie a questa facile indagine, potrete verificare in assoluta autonomia se avete avuto la diastasi, la separazione delle due fasce del muscolo retto addominale, e, eventualmente, anche in che misura.

  • Sdraiatevi, supine, piegando le ginocchia e tenendo a terra i piedi. Mettete una delle due mani dietro il capo e l’altra sopra il muscolo addominale, tenendo le dita sopra la linea che passa per l’asse longitudinale del vostro corpo (linea mediana) e parallele alla linea della vita, esattamente all’altezza dell’ombelico.
  • Ora, tenendo il muscolo addominale rilassato premete appena un po’ con le dita sul muscolo
  • Sollevate il capo ed anche le spalle dal terreno con un “crunch” (esercizio ginnico) in odo tale che il vostro torace si avvicini alle anche.
  • A questo punto muovete in senso laterale (destra e sinistra) alla ricerca delle pareti del muscolo.

Perché questo test sia eseguito in modo corretto, occorre seguire alcune regole: ad esempio, nel sollevare il capo e le spalle con la contrazione del muscolo retto addominale, sarà necessario evitare che il collo si pieghi, in modo tale che il mento si avvicini allo sterno, mantenendone però sempre una distanza pari circa ad un pugno.

Questa contrazione ha come scopo l’avvicinamento tra anca e gabbia toracica: se viene eseguita in modo corretto, a mano a mano che la contrazione aumenta, si dovrebbe notare una diminuzione del “foro”.

Come si capisce se vi è diastasi?

Se anche voi doveste avvertire un vuoto tra le due fasce del muscolo retto addominale, non dovete spaventarvi: è fisiologico che, a non molta distanza dal parto, la famosa linea alba, i tessuti connettivi siano abbastanza rilassati. Però noterete che a mano a mano che i giorni passano l’elasticità e la densità di quei tessuti riprenderanno i valori primitivi ed anche la profondità del buco e le sue dimensioni tenderanno a diminuire, soprattutto se effettueremo correttamente gli esercizi per aiutare questo processo.

Quando consultare un medico

Qualora, però, la separazione misura più di due/tre dita, non diminuisce quando contraete i muscoli addominali, e notate anche come la fuoriuscita di una escrescenza, sebbene contenuta, allora la diastasi è presente e gli esercizi fisici andranno effettuati solo con le giuste precauzioni, nel senso innanzitutto di adeguarne allo status l’intensità e la durata e, IN OGNI CASO, solo dopo aver consultato il proprio specialista di fiducia.

Quali sono i movimenti da non fare

Test per la verifica della diastasi

Sarà preferibile non eseguire qualsiasi movimento vada a mettere in tensione il muscolo retto addominale, come, ad esempio lo stretching, ma anche tutti quei movimenti normali mentre si svolgono le normali attività quotidiane e che imprimono un’espansione al muro addominale. Evitate:

  • Le rotazioni del busto;
  • Di sdraiarvi supine sulla fitball;
  • Gli esercizi per i muscoli addominali che pongono in tensione soprattutto le fasce muscolari di superficie, obliqui e crunch;
  • Il traporto di qualsiasi oggetto pesante;
  • Di farvi venire (nel limite del possibile) qualche attacco violento di tosse.

Nel caso che immediatamente dopo il parto doveste andare incontro a crisi allergiche, oppure anche influenze e raffreddori, allora, sapendo che il colpo di tosse è in agguato, prima che esso esploda ponete le vostre mani sull’addome e, durante il colpo di tosse, premetevi sopra in modo tale da “mantenere unite” le due fasce del muscolo retto addominale. Così contribuirete ad evitare che l’allontanamento possa peggiorare.

Come tornare in forma dopo il parto

Quali esercizi dobbiamo eseguire per ritrovare la tonicità e l’elasticità dei nostri muscoli perse (in parte) con la gravidanza, insomma, per tornare in perfetta forma?

Bene, per prima cosa riteniamo fondamentale cominciare con quel tipo di esercizi orientati alla tonificazione del muscolo trasverso dell’addome, che è quello sito più in profondità e che è in primo piano nell’azione di contenimento dei visceri. Dunque: esercizi di compressione dell’addome, da associare ad un’adeguata respirazione, spingendo l’addome in vicinanza della colonna vertebrale, come se potessimo immaginare un’implosione dell’addome. Poi proseguiremo con esercizi che includano anche gli addominali più in superficie, orientati al ripristino della elasticità e tonicità.