Emorragia interna: quali sono i sintomi e quali conseguenze comporta

Col termine emorragia si intende esattamente una fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni. A seconda dei casi, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche, un’emorragia può essere sia interna che esterna, venosa oppure arteriosa.

La gravità di questi eventi dipende prima di tutto da qual è la sede dell’emorragia, dalla quantità di sangue che si perde e dai sintomi che accompagnano la sua manifestazione.

In questo articolo andremo ad approfondire l’emorragia di tipo interno, quali sono i sintomi che si palesano, quali sono le conseguenze e che cosa fare in circostanze simili.

Quali sono i sintomi che si manifestano in caso di un’emorragia interna

Nel caso di un’emorragia interna succede che il sangue si raccoglie in tessuti o cavità che non comunicano con l’esterno. È questo l’aspetto che rende l’emorragia non visibile e pertanto non facile da individuare subito.

Spesso questi fenomeni sono la conseguenza di traumi importanti e il paziente, il più delle volte, avverte sintomi non riconducibili a una perdita di sangue. Tuttavia, in questi casi, sono frequenti respirazione accelerata, segni di shock, contusioni o ematomi.

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Un’emorragia esterna, invece, si manifesta con la fuoriuscita di sangue da una rottura traumatica di un tessuto della cute o da un foro corporeo come naso, orecchio, bocca e ano. Tra queste elencate la più comune è senza ombra di dubbio l’epistassi, ovvero una perdita di sangue dal naso. Essa dipende in larga misura dalla fragilità dei capillari all’interno della cavita nasale; a esserne colpiti sono soprattutto  ragazzini e ragazzine in età scolare.

Va segnalata anche:

  • l’otoraggia, che consiste in una perdita di sangue dal condotto uditivo. Spesso queste manifestazioni sono dovute o a una lesione esterna dell’orecchio, oppure interna del timpano. In alcune circostanze sono possibili focolai emorragici a distanza da ricondurre probabilmente a una frattura della base del cranio;
  • l’ematemesi è un’emorragia che riguarda la bocca e può coinvolgere anche l’apparato digerente. Si verifica in caso di problemi acuti legati alla gastrite, all’ulcera o alla cirrosi epatica;
  • la melena o rettoragia riguardano l’emissione di feci nere. Esse hanno questo colore per via della presenza di pigmenti ematici, derivanti dalle trasformazioni subite dall’emoglobina durante la permanenza nel tubo gastroenterico. Le conseguenze possono essere delle malattie all’apparato digerente, quali: ulcera gastrica o duodenale, cancro dello stomaco e malattie emorragiche.

Tipi di emorragia

Tipi di emorragia

Se l’emorragia dovesse essere di tipo arterioso, il sangue esce in maniera abbondante e a intermittenza, in sincronia con il battito cardiaco. Il sangue essendo ossigenato si presenta di colore rosso vivo.

Diversamente, in presenza di emorragia venosa si ha una fuoriuscita di sangue più modesta , ma dal flusso continuo. In questo caso, il sangue si caratterizza per un colore rosso scuro.

Cosa fare in caso di emorragia interna

Nel caso si sospetti un’emorragia interna, la prima cosa da fare è chiamare al più presto il pronto soccorso. Se l’emorragia è arteriosa e non sono presenti lesioni ossee è opportuno sollevare la zona interessata e tamponare la ferita con garze o fazzoletti puliti. Dopodiché è consigliabile contattare comunque i soccorsi.

L’emorragia venosa, al contrario, è meno preoccupante. Basta sciacquare, tamponare la ferita e aspettare che la perdita di sangue si arresti e infine applicare una medicazione.

Cosa non fare in caso di emorragia

In presenza di emorragia è consigliabile rispettare alcune regole di base che impediscono di aggravare il  problema. Qui di sotto ne riporto l’elenco:

  • evitare assolutamente di far bere e mangiare l’infortunato;
  • non somministrare alcolici;
  • non toccare per nessuna ragione le ferite ed evitare il contatto col sangue a mani nude;

Nel caso di sangue dal naso, al contrario di quanto si pensi, non bisogna reclinare la testa verso dietro; si tenga presente che alcuni tipi di farmaci possono rendere il sangue più fluido e rallentare il processo di coagulazione.

Diagnosi in caso di emorragia interna

Al pronto soccorso l’esame immediato è di tipo manuale. Il medico noterà che l’addome si presenta teso e duro e il paziente accusa nausea e vomita e ha a tratti desiderio di bere.

La seconda fase consiste nel fare un’analisi del sangue e un’ecografia, quest’ultima evidenzia la presenza di sangue libero e con una tac si può individuare il punto dove l’emorragia ha avuto inizio.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia