Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Ecchimosi, i classici lividi dovuti ai piccoli traumi

Le ecchimosi sono quei piccoli lividi che ci procuriamo con traumi di lieve entità, che guariscono spontaneamente. In alcuni casi, determinate malattie del sangue possono provocare le ecchimosi senza traumi.

Un ecchimosi è tra i traumi più comuni che possono capitare nella vita. Si tratta di piccoli versamenti di sangue sotto pelle, che chiamiamo volgarmente lividi. Piccoli urti, o piccole contusioni, ne sono generalmente la causa  Quando il trauma è più serio, l’ecchimosi può evolvere in ematoma. Essa è comunque classificata come un piccolo ematoma risolvibile in pochi giorni.

Le caratteristiche

caratteristiche dell'ecchimosi

L’ecchimosi si presenta come una macchia dolorosa di colore iniziale rosso-blu. Durante la guarigione, il colore si evolve in verde-blu e infine in giallo-oro nelle ultime fasi di assorbimento del sangue. Più forte è il trauma, e dunque grande l’ecchimosi, più vi sarà la distinzione di colore.
Come accennato, l’ecchimosi è un trauma lieve, e quindi risolvibile spontaneamente. Nel caso il trauma sia serio, parleremo invece di ematomi, e possibili emorragie interne e fratture. Anche il dolore sarà chiaramente maggiore.

Raramente l’ecchimosi non ha una guarigione spontanea. In questo caso, è necessario consultare il proprio medico, per scongiurare o accertare la presenza di una patologia seria alla base. Ad esempio, la mancata guarigione potrebbe essere dovuta a problemi di coagulazione o altre malattie del sangue.

Ematomi ed ecchimosi: complicanze

Ematomi ed ecchimosi sono strettamente correlati, e di uguale origine traumatica. Nei soggetti sani, l’ematoma (o l’ecchimosi) guariscono spontaneamente, se non vi sono complicazioni diverse. Queste possono essere fratture, ma anche leucemia, emofilia e altre patologie, come il lupus, lo scorbuto o la flebite. Anche l’assunzione di farmaci anticoagulanti, ha un effetto ritardante sull’assorbimento spontaneo.

Nei casi più gravi, si deve intervenire sulla causa dell’ecchimosi, e questa va drenata chirurgicamente. Naturalmente la decisione spetta al medio, dopo le analisi strumentali come radiografie, ecografie e Tac.

Nei casi in cui non vi siano complicazioni, l’assorbimento è spontaneo, ma può essere aiutato con l’applicazione di ghiaccio. La gravità dell’ecchimosi dipende dai vasi sanguigni coinvolti nel versamento.

Diagnosi e identificazione

Si considera un’evoluzione dell’ecchimosi in ematoma quando la sua dimensione è maggiore di 2 centimetri di diametro. Gli ematomi coinvolgono vasi grandi, le ecchimosi generalmente i capillari.
Esse, inoltre, non danneggiano la pelle, riversandosi solo in un tessuto di piccole proporzioni. Negli ematomi invece, possono essere interessate anche le cavità degli organi adiacenti. Dunque solo essa viene identificata con il classico livido, da trauma lieve e di piccole dimensioni.

Alcune di esse possono essere profonde, come nei traumi cranici, che richiedono interventi di grande impatto. Possono anche gonfiarsi, e produrre calore sulla parte interessata.

L’assorbimento spontaneo di un ecchimosi varia in base alla gravità, e tende a risolversi entro i 10 giorni.

La formazione

formazione ecchimosi

Come detto,quando la causa è un trauma ci troviamo di fronte al caso più comune. La causa è la rottura di un vaso, in seguito ad un urto, che riversa sangue nei tessuti. Non essendoci rottura della pelle o lacerazione del tessuto, non vi è una ferita aperta dalla quale fuoriesca il sangue. Questo provoca la conseguente stagnazione sotto pelle con la visibilità superficiale. Raramente vengono coinvolte delle membrane.

I traumi possono produrre diversi tipi di lesione per i vasi sanguigni. Spesso vi è una lesione da compressione, quando un vaso viene schiacciato dall’urto, con conseguente rottura. La decompressione invece comporta una sorta di esplosione del vaso. Alcuni movimenti mettono in trazione i vasi, in particolare negli sportivi che subiscono stiramenti del muscolo. Anche alcuni sforzi fisici piuttosto intensi le possono provocare. In questo caso, lo sforzo provoca degli aumenti della pressione sanguigna, fino alla rottura dei vasi. Gli sforzi possono essere dovuti sia all’attività sportiva, che ad alcune patologie. Un attacco epilettico, o di pertosse, così come le convulsioni, possono alzare la pressione fino a determinare la rottura di alcuni vasi.

Le malattie responsabili

malattie responsabili

Abbiamo accennato ad alcune patologie che possono dar luogo alle ecchimosi. La più indicata è l’emofilia, che come è noto impedisce la coagulazione del sangue. Si tratta di una malattia ereditaria tra le cui conseguenze vi sono le ecchimosi.

La leucemia, nota come il cancro del sangue, è alla base di emorragie interne, dovute alla carenza di piastrine. In questo caso le ecchimosi sono tra le conseguenze più lievi della malattia. Le piastrine infatti, hanno tra le loro funzioni proprio l’emostasi, ovvero l’azione coagulativa.

La trombocitopenia è un’altra patologia che riduce la quantità di piastrine nel sangue. Anche in questo caso dunque, le ecchimosi sono una conseguenza lieve della patologia.

Lo scorbuto, la malattia che colpiva una volta i marinai, può dar luogo a ecchimosi ed emorragie. La causa è la mancanza di vitamina C, che rende permeabili i vasi sanguigni, privandoli di elasticità. I vasi diventano così rigidi e fragili, più esposti alle rotture. Gli stessi risultati derivano dalla flebite, che è però un’infiammazione venosa delle pareti. Infine il lupus eritematoso colpisce anche i vasi sanguigni, e non solo, rendendoli fragili.

Poi vi sono malattie, che seppur non direttamente responsabili, necessitano di terapie anticoagulanti che facilitano la comparsa di ecchimosi. Si tratta naturalmente di tutte quelle patologie, come l’infarto, che necessitano di eparina, coumadin, e dicumarolo.

Le terapie

Non esistono delle terapie specifiche, a meno che queste non siano di grave entità. La crioterapia è generalmente sufficiente per velocizzare la guarigione spontanea. L’applicazione di ghiaccio ha infatti un esito vasocostrittore e antidolorifico. Quando la gravità del trauma invece è elevata, come nella maschera ecchimotica, il medico può prescrivere degli antinfiammatori ad uso topico. Queste possono facilitare il suo assorbimento, ma contestualmente, va rimossa anche la causa alla base.