limpidex

Il Limpidex è un farmaco il cui principio attivo è il “lanzoprazolo”, un inibitore delle sostanze acide nel tratto gastrico.

Trattamento terapeutico

La somministrazione del Limpidex è indicato nelle seguenti patologie:

  • Infiammazione dell’esofago;

  • Trattamento o prevenzione dell’esofagite da reflusso;

  • Bruciore alla bocca dello stomaco;

  • Infezioni causate dal batterio Helicobacter pylori, somministrato in concomitanza alla somministrazione dell’antibiotico;

  • Morbo di Zollinger-Ellison.

Dosi

Trattamento terapeutico

Le dosi di Limpidex per via orale durante il trattamento di “ulcera duodenale” negli adulti è di 15 mg in unica somministrazione al mattino e a digiuno, la cicatrizzazione dell’ulcera dovrebbe avvenire in 2 settimane di terapia. Se necessario il trattamento può essere continuato per altre due settimane.

Il trattamento di Limpidex durante “l’ulcera gastrica” negli adulti prevede 15 mg a digiuno durante la mattina in somministrazione singola per 4 settimane. Se dopo 4 settimane, la cicatrizzazione non risultasse completa proseguire la terapia per altre 2-4 settimane (8 settimane complessive).

Nei casi di batterio “Helicobacter pyloripylori” la dose per adulti di limpidex è di 60 mg da suddividere in due somministrazioni giornaliere in associazione alla terapia antibiotica.
Nel trattamento del morbo di “Zollinger-Ellison” la dose di Limpidex consigliata è di 60 mg al mattina. Individualizzare il dosaggio a seconda dalla risposta terapeutica.

Nei casi di infiammazione da “reflusso gastrico ed esofageo”, la dose di limpidex è di 15 mg in somministrazione unica per 4 settimane, se i sintomi persistono aumentarla la dose a 30 mg una volta al giorno per altre 2 settimane. La durata del trattamento non deve superare le 6 settimane.

La somministrazione di limpidex è consentito anche nei pazienti pediatrici, infatti nei bambini (1-11 anni) la dose è di 15 mg fino a 12 settimane, nei bambini tra i 12-17 anni è di 15 mg fino a 8 settimane.

Quali sono effetti collaterali?

La somministrazione di limpidex può avere i suoi effetti collaterali che sono più frequenti a livello gastrointestinale (diarrea, vomito, nausea) e neurologici (cefalea, vertigini e astenia).

Si possono presentare effetti indesiderati a carico del sistema cardiovascolare (tachicardia), problemi dermatologici (eruzioni cutanee, prurito, alopecia), problematiche ematiche( anemia, aumento del livello di emoglobina), disturbi endocrini (impotenza), disturbi epatici ( ittero, epatite), alterazioni metaboliche (aumento del tasso di colesterolo), disturbi del sistema muscolo-scheletrico (stanchezza muscolare, artropatia), problemi renali ( nefrite), nonché disturbi respiratori ( riniti, faringiti).

Avvertenze in caso di guida o utilizzo di macchinari

L’ utilizzo del limpidex durante queste attività dove la vigilanza è importante è sconsigliato, fra gli effetti collaterali vi possono essere: vertigini, capogiro e disturbi della vista.
Uso in gravidanza

L’assunzione di limpidex in gravidanza non risulta essere tossico sull’embrione ne sul feto; non sono stati osservati variazioni in percentuali di bambini nati prematuri o aborti. L’utilizzo del farmaco limpidex nelle donne in gravidanza è comune, è infatti prescritto in caso di frequenti disturbi del reflusso gastro-esofageo.

Il reflusso gastro-esofageo nei bambini:

Il reflusso gastro-esofageo sia nell’adulto che nel bambino è una condizione naturale, detto anche “rigurgito”, è un fenomeno di temporanea risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago. Il reflusso gastro-esofageo nel bambino è dovuto ad una lenta ed ancora immatura formazione dello sfintere esofageo, nonché dal fatto che il bambino ingerendo solo liquidi (latte), il rigurgito sarà più facile che si verifichi.
Un consiglio utile quando si verificano frequentemente casi di rigurgito, è attuare la cosiddetta “posizione antireflusso“: si solleva la testa del bambino, a letto, di 30 gradi, e tutto l’acido che poteva risalire mentre il bimbo è in posizione supina, grazie a questa inclinazione prontamente ritorna nello stomaco.
Nei casi in cui il reflusso gastro-esofageo si cronicizza, e quindi diventa malattia, dopo una serie di esami e pareri pediatrici si ricorre alla somministrazione dei farmaci, nei casi in cui la terapia non da gli effetti sperati si ricorre all’intervento chirurgico.

Reflusso gastro-esofageo in gravidanza

Reflusso gastro-esofageo in gravidanza

Nelle donne in gravidanza il reflusso gastro-esofageo è molto comune provocando fastidiosi bruciori di stomaco; è causato dai succhi gastrici che salendo dallo stomaco e attraversando le pareti dell’esofago incontrano una mucosa che non è protetta contro gli acidi e questo provoca una fastidiosa sensazione di bruciore.

Un consiglio utile per per ovviare alla fastidiosa sensazione di acidità è seguire un’alimentazione sana, priva di grassi e poco proteica; sono inoltre da evitare il caffè, la cioccolata, il tè, i succhi di frutta, alcuni ortaggi (pomodori, cipolle, peperoni) e alcuni legumi (piselli, fagioli).

Meglio scegliere altri alimenti ricchi di vitamine del gruppo B1 e B2 come lievito di birra, l’ananas, il grano saraceno e le nocciole.