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Reflusso gastroesofageo, cosa è e da cosa può dipendere

Quanto chiamiamo “reflusso gastroesofageo“, è un disturbo contraddistinto da una serie di comuni sintomi come il bruciore a livello dello sterno, sensazione di rigurgito acido, dolore toracico, e a volte mal di gola, tosse cronica, asma non allergica. Sintomi fastidiosi, che possono turbare la quotidianità, e che spesso compaiono di notte, disturbando il sonno e, dunque, compromettendo il benessere della propria vita.

Cosa è il reflusso gastroesofageo

Introdotti i sintomi, possiamo compiere un piccolo passo in avanti per cercare di capire come si “formi” la sensazione di reflusso gastroesofageo. Tale reflusso è infatti contraddistinto da una anormale risalita dei succhi gastrici all’interno dell’esofago, con conseguente manifestazione della sintomatologia di cui si è detto.

In un soggetto sano, di norma, il cibo che viene ingerito passa attraverso l’esofago e, di qui, verso lo stomaco, dove l’ambiente (fortemente acido) permette una congrua digestione degli alimenti, con assorbimento nell’intestino. Se invece il paziente soffre di reflusso gastroesofageo, quel che avviene è esattamente il contrario: i succhi gastrici risalgono dallo stomaco all’esofago, organo che non essendo provvisto di sistemi di protezione anti-acido, subisce l’irritazione dell’epitelio e, dunque, il senso di bruciore in zona sterno.

Questa sensazione è di solito piuttosto comune nel senso umano, ma a volte può nascondere patologie più gravi.

Cosa è il reflusso gastroesofageo

Da cosa può dipendere il reflusso gastroesofageo

Prima di addentrarci ancora oltre, cerchiamo di riassumere quali possano essere le principali cause del reflusso gastroesofageo. Tra le principali e comuni troviamo certamente l’obesità, il diabete mellito, le condizioni di secrezione gastrica aumentata, la gravidanza, il fumo, l’alcol, l’ernia iatale. Naturalmente, le determinanti potrebbero essere ancora più ampie e diverse: per poterne sapere di più, vi consigliamo pertanto di consultare il vostro medico, che potrebbe indicarvi qualche esame specifico per poter arrivare all’individuazione della migliore terapia.

Come curare il reflusso gastroesofageo

Numerose possono essere le terapie per la cura di questo disturbo, tutte dipendenti dalle determinanti che hanno condotto la formazione del reflusso gastroesofageo. Un primo gruppo di terapie risolutive è comunque ascrivibile al regime alimentare e a un adeguato stile di vita: da evitare pertanto i cibi piccanti, il caffè, gli alcolici, i super alcolici, i pomodori, gli agrumi, i cibi fritti. Vanno invece preferiti i cibi poco elaborati, l’idratazione (bevete molta acqua!), e uno stile alimentare che favorisca la possibilità di mangiare più volte, e in minori quantità, piuttosto che lasciarsi andare alle abbuffate.

È inoltre un’attività particolarmente consigliata quella di fare una bella passeggiata al termine di un pasto: la camminata facilita infatti il processo di digestione ed evita di assumere posizioni scomode e contratte che potrebbero agevolare il reflusso. Sul fronte farmacologico, diversi sono i medicinali che si potrebbe assumere per cercare di ottenere un miglior benessere: bisogna tuttavia preliminarmente rivolgersi al proprio medico di fiducia, al fine di comprendere insieme a lui la causa del reflusso gastroesofageo e, di conseguenza, la cura più opportuna.

Per quanto concerne gli altri residuali consigli per poter contrastare efficacemente il reflusso gastroesofageo, si ricorda evitare di indossare cinture o abiti troppo stretti in vita e un pò di attenzione alla fase di riposo: evitare di sdraiarsi dopo aver mangiato (attendere almeno due ore) e dormire con il capo e il busto un pò più elevato, inserendo uno spessore di circa 10 centimetri sotto il letto.