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Vitamina K: alimenti, fonti, usi, proprietà, pericoli

La vitamina K non viene ritenuta degna, sui media, della attenzione che viene normalmente attribuita alle sue “sorelle maggiori”, come ad esempio la vitamina D, di conseguenza l’opinione pubblica non ne sa molto.

La vitamina K e studi e classificazione

Eppure la vitamina K è oggetto di studi scientifici da parte di scienziati valenti e famosi, come il Dott. Leon Schurgers, che da vent’anni dedica gran parte delle sue attenzioni scientifiche alla vitamina K (ne fece oggetto anche della sua tesi di dottorato). Egli ci informa che la vitamina K viene classificata come vitamina K1 e K2. Nel dettaglio:

Vitamina K1: è presente negli ortaggi a foglia verde, arriva in modo diretto alla ghiandola epatica ed è di grande ausilio nel far restare ottimale il sistema di coagulazione sanguigna. La vitamina K1 da una mano anche nel liberare dalla calcificazione i nostri vasi sanguigni e fa sì che le ossa riescano a trattenere il calcio e sviluppino correttamente la struttura cristallina.

Vitamina K2: questa, invece, viene prodotta ad opera di batteri nel nostro intestino, però non è oggetto di assorbimento per cui, purtroppo, viene eliminata insieme con le feci. La vitamina K2 giunge in modo diretto alle pareti dei nostri vasi sanguigni, così come nelle ossa e negli altri tessuti, tranne che nella ghiandola epatica. Si trova anche all’interno degli alimenti che abbiano fermentato, specie nel formaggio. Se ne trova in grandi quantità nel “natto”, che è un cibo giapponese che rappresenta l’alimento più ricco di questa vitamina in assoluto.

Le funzioni della vitamina K relative alla coagulazione del sangue

La vitamina K è molto famosa per essere indispensabile perché la coagulazione sanguigna sia sempre corretta, e, a questo proposito, il Dott. Leon Schurgers spiega che entrambe le vitamina K (K1 e K2) sono responsabili dell’attivazione di taluni fattori della coagulazione.

Le persone anziane in preda a fibrillazione atriale o che soffrano di trombosi venosa, spesso vengono curati con farmaci ad azione anticoagulante per via orale, antagonisti della vitamina K, cioè che ne inibiscono il riciclo (entrambe, la K1 e la K2).

Ma i benefici della vitamina K vanno ben oltre i meccanismi di coagulazione…

Ma, al di là del controllo della corretta coagulazione sanguigna, la vitamina K apporta anche ben altri benefici: Nel 1980 si scoprì che la vitamina K è indispensabile per l’attivazione di un’altra proteina, e cioè la osteocalcina, la quale è presente nel midollo osseo. Dieci anni dopo, un’altra proteina, sempre vitamina k – dipendente, fu isolata: la proteina Gla (MGP), che fu rilevata nel sistema vascolare. In assenza della vitamina K sia questa che le altre proteine vitamina K – dipendenti resterebbero disattivate e non potrebbero, di conseguenza, svolgere le loro normali funzioni di natura biologica. Altro fattore di grande rilevanza è che MGP ha una fortissima azione inibitrice di calcificazione. Se si disattiva l’MGP il rischio di calcificazioni arteriose anche gravi è notevole, e anche per questo la vitamina K riveste un ruolo di primaria importanza per la salute dell’apparato cardiovascolare. Le ricerche ci dicono che la vitamina K ha la capacità di far regredire eventuali calcificazioni arteriose indotte dalla sua stessa carenza.

Ma quali sono le differenze tra le due forme di vitamina K, K1 e K2?

La vitamina K1 è assai disponibile soprattutto negli ortaggi a foglia verde, tra i quali ricordiamo i cavoli, i broccoli e gli spinaci.

Però è necessario ricordare anche che l’assorbimento della vitamina K1 introdotta con il cibo è molto basso. In realtà solo il dieci percento di essa viene assorbita dall’organismo umano. E non esiste differenza nell’assimilazione dei cibi che la contengano che possa variare questo dato. Questo fatto si è rilevato quando si è iniziata a misurare la quantità di vitamina K2 nei cibi. Si è verificato che la si trovava esclusivamente nei cibi che avessero subito una fermentazione. La K2 era sintetizzata dai batteri durante i processi fermentativi e la quantità totale della K2 nel formaggio, pur se minore di quella della K1 nei vegetali a foglia verde, veniva quasi del tutto assorbita dall’organismo umano.

La vitamina K2 è importante per la salute cardiovascolare

Queste ricerche hanno anche rilevato che le persone che assimilano quantità più elevate di vitamina K2 rischiano molto meno di soffrire di malattie dell’apparato cardiovascolare, corrono molto minori rischi di calcificazione a carico del sistema vascolare ed hanno il più basso indice di mortalità per malattie del cuore. La scoperta riveste grande importanza perché precedentemente la correlazione tra questi dati statistici e la vitamina K2 non era mai stata fatta. Successivamente altre ricerche hanno potuto evidenziare come sia la K2 ad apportare i maggiori benefici per la salute umana, e non la vitamina K1.

Inoltre la vitamina K2 pare essere rilevante per i flussi vascolari cerebrali. Nelle sezioni autoptiche sui soggetti sofferenti di Alzheimer si sono rilevati tantissimi casi di degenerazione a carico dei vasi, cosa che induce a ritenere che sia proprio questo processo degenerativo a carico della vascolarizzazione cerebrale a produrre la sintomatologia dell’Alzheimer. Anche se allo stato attuale non esiste una ricerca specifica sotto questo profilo, sembra comunque evidente che la vitamina k2 sia un ausilio per la prevenzione del morbo di Alzheimer grazie alle azioni che tendono ad evitare la genesi della placca. Alcuni ricercatori affermano che la vitamina K2 abbia un ruolo fondamentale anche nel rilasciare energia cellulare nel paziente parkinsoniano, e quindi sembra risulti anche utilissima nel trattamento del morbo di Parkinson

Altro ruolo fondamentale della vitamina K2 (potremmo definirla più semplicemente vitamina K, visto che è quella delle due che apporta i maggiori benefici), è nel prevenire la osteoporosi. La vitamina K è fondamentale per la salute delle ossa più in generale. Infatti la osteocalcina, proteina che viene sintetizzata da parte degli osteoblasti, cioè quelle cellule preposte alla formazione delle ossa, ed è proprio una parte fondamentale all’interno del processo di formazione ossea; ma essa va carbossilata prima di diventare attiva e la vitamina K riveste proprio il ruolo di cofattore in aiuto dell’enzima che presiede alla catalizzazione del processo di carbossilazione di questa osteocalcina.

Quali sono i dosaggi che si raccomandano per la vitamina K?

Al fine di scongiurare la carenza della vitamina K1 la raccomandazione è quella di cibarsi di almeno duecento grammi di verdura ogni giorno. Inoltre sarebbe auspicabile mangiare ogni giorno anche cibi fermentati, in modo da introdurre anche una certa quantità di vitamina K2

Un dosaggio ideale ancora ha da essere calcolato, ma i ricercatori indicano in 350/500 mcg (microgrammi) il fabbisogno quotidiano di vitamina K2. Non è noto alcun effetto indesiderato dovuto ad eventuale dosaggio più elevato, ma, nonostante ciò, il consiglio è quello di attenersi a queste dosi, senza esagerare. Per evitare malattie a carico del sistema cardiocircolatorio sono necessari, comunque, almeno 45 microgrammi ogni giorno (studi scientifici hanno dimostrato che le persona che assumono questa quantità quotidiana di K2 vivono mediamente sette anni più di coloro che ne assumono mediamente 12 microgrammi al giorno).

Fonti alimentari di K2 sono i latticini crudi, quali, ad esempio, i formaggi molli e duri, il kefir ed il burro crudo. Anche le verdure fermentate, come, ad esempio, i crauti. Non dimentichiamo, però, che i contenuti di K2 negli alimenti di origine animale pasteurizzati (allevamenti intensivi) e nei latticini, per intenderci, nei prodotti industriali, non sono assolutamente elevati, per cui possiamo farne tranquillamente a meno. Gli animali che si nutrono con l’erba e non con le granaglie sono quelli che, divenuti cibo, contengono elevati quantitativi di vitamina K2.

Dati scientifici esatti sui contenuti di vitamina K2 negli alimenti non sono stati ancora pubblicati, ma di seguito, per vostra utilità, pubblichiamo una tabella che riporta una stima di tali valori:

 

AlimentoVitamina K2
Natto (cibo giapponese) (cento gr. di soia fermentata)1.000 mcg
Verdure fermentate (56,7 g.)400-500 mcg
Maionese da uova intere197 mcg
Formaggio Brie (30 gr.)75 mcg
Miso10-30 mcg
Anatra o agnello (150 gr.)6 mcg
Fegato di manzo (150 gr.)5mcg
Oca o tacchino (150 gr.)5 mcg
Fegato di pollo (150 gr.)3 mcg