Insonnia in quarantena, le cause inaspettate che non fanno dormire

La pandemia ha portato numerosi disagi nelle nostre vite, in particolare l’insonnia in quarantena che delle cause davvero poco considerate.

insonnia pandemia
(Foto di cottonbro da Pexels)

E’ passato ormai più di un anno da quando la pandemia da Coronavirus ha fatto irruzione nelle vite di tutti noi: un pericolo insidioso, che ha completamente rivoluzionato l’esistenza delle persone di tutte le età, di tutti i Paesi del mondo.

Abbiamo dovuto cambiare tante abitudini e rinunciare a cose che davamo per scontate, come una semplice passeggiata all’aria aperta o uscire con gli amici a mangiare una pizza. Ancora oggi, tante attività sociali non sono possibili o sono, comunque, estremamente ridotte rispetto a ciò a cui eravamo abituati.

Tra gli aspetti che più di tutti hanno subìto l’influenza della pandemia c’è sicuramente il ritmo sonno-veglia: non soltanto chi aveva già difficoltà a dormire prima del Covid-19, ma anche chi in precedenza riposava senza problemi ha dovuto fare i conti con l’insonnia in quarantena.

Ma quali sono le cause dell’insonnia in periodo di pandemia? In che modo il lockdown ha influito sul nostro rapporto con il sonno? Tra gli aspetti più coinvolti, uno in particolare stupisce davvero. Vediamo di cosa si tratta.

Non riesci a dormire a causa del lockdown? Non sei solo!

Calzini per dormire buoni motivi
(Foto di Rachel Claire da Pexels)

Secondo un recente report condiviso anche dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) da quando è scoppiata la pandemia l’insonnia è diventata un problema per moltissime persone. Secondo le stime, almeno un italiano su tre ha difficoltà ad addormentarsi o a dormire per tutta la notte.

Il problema dell’insonnia in quarantena ha pesanti ripercussioni sulla salute: si sa che un buon riposo è fondamentale per il benessere psicofisico dell’essere umano, a ogni età. La problematica riguarda sia la quantità che la qualità del sonno.

Ma la cosa più curiosa è forse la causa principale di queste difficoltà notturne: l’insonnia da lockdown, infatti, nascerebbe di giorno e più nello specifico da una mancanza tanto importante quanto inaspettata.

Cause di insonnia in quarantena: ad alcune non ci avevi proprio pensato

Passare tanto tempo in casa ci ha privato delle ore di esposizione al sole: questo è il problema principale che rende difficile addormentarsi o più in generale dormire bene. I raggi solari, infatti, sono indispensabili per permettere al nostro organismo di sintentizzare la vitamina D.

La carenza di vitamina D, assieme allo stress dovuto alla pandemia, non aiutano di certo a dormire bene: privare l’organismo del sole è quindi una delle cause principali dell’insonnia. Ma non finisce qui!

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ore di sonno
(Foto Pexels)

Bere tanta acqua aiuta a dormire meglio

Gli italiani hanno visto i propri livelli di stress aumentare tantissimo negli ultimi mesi.

La pandemia ha messo tutti a dura prova, abbassando anche i livelli di ormoni fondamentali per il nostro benessere psicofisico, come la serotonina.

La serotonina è fondamentale per rilassare il corpo e la mente, quindi è legata direttamente anche alla qualità e alla quantità del sonno.

Se lo stress legato alla pandemia abbassa i livelli di serotonina, bisogna correre ai ripari: il consiglio è quello di bere tanta acqua e assumere liquidi anche attraverso frutta e verdura.

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L’acqua migliora i livelli di serotonina, aiutandoci a combattere l’insonnia del lockdown.

Infine, c’è un altro aspetto a cui forse non abbiamo pensato: quando siamo più stressati, spesso ricorriamo a stratagemmi per sentirci meglio. E cosa c’è di meglio di un buon caffé per ritagliarsi una pausa di relax?

Il caffé, che ha sicuramente tanti benefici, è comunque una bevanda eccitante e berne troppo potrebbe influenzare negativamente i ritmi di sonno e di veglia. Quindi, attenzione a non berne troppo se vogliamo dormire meglio!

Chiara Burriello

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