Acqua potabile contenente arsenico: Italia ripresa dalla Corte UE

Livelli di arsenico troppo alti nell’acqua potabile italiana: lo stato sarà sottoposto a giudizio dalla Corte di Giustizia Europea. 

arsenico acqua potabile
(Foto Pexels)

In alcune zone d’Italia sono stati rilevati livelli troppo alti di arsenico nell’acqua potabile. Gli acquedotti pubblici di sei comuni hanno superato il limite consentito dalle direttive comunitarie dell’Unione Europea. La Commissione ha per questo richiesto alla Corte di Giustizia UE di sottoporre il paese a giudizio. Non è infatti la prima volta che l’Italia viola le direttive in questo campo con l’ultimo incidente accaduto nel 2019. Ecco quali sono i rischi che comporta un’eccessiva assunzione di arsenico e i provvedimenti dell’Europa.

Cos’è l’arsenico e perché è pericoloso

L’arsenico è un elemento molto presente in natura: si trova nelle rocce e nel suolo, nell’acqua, nell’aria, nei tessuti vegetali e animali. Per la sua comune diffusione è per forza di cose assunto dall’organismo in piccole quantità tramite acqua e alimenti.

acqua potabile
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È ormai documentato che l’arsenico è un agente cancerogeno che in particolare causa lo sviluppo di tumori ai polmoni, ai reni, alla vescica e alla pelle. Per questo l’uso nella catena alimentare è strettamente controllato per evitare che eventuali accumuli vadano a causare pericolose intossicazioni.

I livelli di arsenico negli alimenti sono imposti dalle autorità in modo da restare largamente sotto la soglia di tossicità. Questo vale anche per l’acqua che nel nostro paese è regolamentata dalla Commissione Europea. Ogni stato appartenente all’Unione è tenuto a garantire la salubrità delle acque per il consumo umano.

Ogni sostanza nociva ha dei livelli massimi dettati dall’Unione Europea che non si possono superare o l’acqua non può essere definita come potabile. Nello specifico, l’arsenico deve mantenersi al di sotto dei 10 microgrammi per litro.

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Perché l’Italia è stata deferita per l’acqua potabile

L’italia aveva già avuto problemi nel 2019 per una provincia del Lazio dove sedici comuni superavano i limiti di arsenico consentiti negli acquedotti pubblici. Oggi però solo dieci delle aree problematiche hanno riportato i livelli a norma e sei comuni della provincia di Viterbo hanno ancora troppo arsenico nell’acqua.

Per tutelare i cittadini di Farnese, Bagnoregio, Ronciglione, Civitella d’Agliano, Fabrica di Roma e Tuscania, la Commissione Europea ha richiesto un deferimento contro lo stato. I numeri restano infatti gravi: in alcuni di questi comuni di Viterbo il livello di arsenico è cinque volte più alto di quello consentito per legge.

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I provvedimenti presi finora dall’Italia sono insufficienti: informare i cittadini e limitare o vietare l’approvvigionamento idrico non basta. Questi piccoli  accorgimenti presi non tolgono il fatto che i sei comuni rimangono ancora con livelli di arsenico troppo alti. Per questo la Commissione Europea ha deferito l’Italia.

Elena O.

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