Olio d’oliva, apertura negli USA: può essere usato per friggere

Olio d’oliva, gli USA danno l’ok. La materia prima può essere usata per friggere: dietrofront delle autorità medico-sanitarie sul tema.

olio d'oliva
(foto pexles)

Stati Uniti, mano tesa all’Italia. In America strizzano l’occhio allo Stivale, dopo le recenti voci di una crisi rispetto alle importazioni dall’estero di materie prime. Situazione che avrebbe fatto male anche all’Italia, specialmente in relazione al consumo di olio e carboidrati. Il commercio di pastasciutta, infatti, sembra essere in forte crisi non solo in Britannia.

A quanto pare anche il mercato a Stelle e Strisce ha cominciato a fare le proprie scelte: nessun blocco alle operazioni in entrata per l’olio d’oliva. Sembrava essere fortemente sconsigliato per le cotture ad alte temperature come la frittura, invece le associazioni di categoria e la Commissione Medico Scientifica fanno un passo indietro dopo attente analisi.

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Olio d’oliva, gli USA dicono sì: può essere usato per friggere

olio per friggere migliore
(foto pexels)

Nello specifico l’ok arriva dall’Università di Barcellona che ha poi inviato lo studio e le analisi all’USDA negli USA. l’olio d’oliva ha un alto punto di fumo. Significa che non ci sono rischi se viene utilizzato per friggere. Questo – in soldoni – volevano sentirsi dire i consumatori. L’Italia respira e trova nuovamente acquirenti anche in terra americana, dove il consumo di fritto è alle stelle: opportunità per le industrie anche sul piano delle esportazioni. Porzione industriale da tener presente per l’espansione dei mercati alimentari. Settore in costante evoluzione e monitoraggio.

Concretamente vuol dire che l’olio d’oliva è ricco di antiossidanti come l’idrossitirosolo e il tirosolo che permettono un’alta digeribilità e assimilazione delle pietanze con cui viene a contatto. Un arricchimento, dunque, non solo sul piano economico ma anche su quello nutrizionale. Balzo in avanti per la consapevolezza dei consumatori che si traduce in azioni: l’economia gira anche grazie all’apporto della scienza e della sanità.

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