Il metodo delle tre M per un caffè come Dio comanda

Per fare un caffè buonissimo, come comanda dio, seguiamo il metodo delle tre m: miscela, mano, moka. Esploriamolo insieme.

Caffè, metodo tre M
caffè in moka (pixabay)

Caffè, idolo intoccabile delle nostre vite, soprattutto se siamo tipi mattinieri e al contempo vorremmo rimanere al letto un altro po’. Sono sicura, tuttavia, che molti di voi commentano errori che inficiano notevolmente la buona riuscita del caffè. E se vi dicessi che invece esiste un modo per ottenere a colpo sicuro un’ottima bevanda? Eccovi il metodo delle tre M.

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Ecco il metodo delle tre m: miscela, mano e moka

Caffè, metodo tre M
tazzina (pixabay)

Partiamo ovviamente dalla prima M, la miscela. Beh, a ciascuno la sua, sui gusti non di può discutere. Scegliete, in qualunque direzione vada la vostra scelta, una miscela di buona qualità magari equo-solidale.  Sia che siate da caffè centro-americani, ossia preferite un gusto dolce con una vaga punta di acidità, o di contro preferiate un caffè più forte, ottanta percento arabica e venti robusta.

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La seconda M è la M di mano: al bando l’uso dei cucchiaini, adagiate la vostra sospirata moka nella macchinetta senza schiacciarla utilizzando il cucchiaino.

La terza M, una delle più importanti in questo processo, è la M  di Moka: la moka deve essere ben tenuta. E si badi che, per ben tenuta, non intendiamo che la dobbiate lavare: sia mai! La moka non va lavata, né a mano né in lavastoviglie, se non volete comprometterla. L’acqua messa non deve mai essere troppo fredda né essere troppo calcarea e non deve superare la valvola.

Se vogliamo aggiungere altri trucchi, possiamo ad esempio dire che il caffè non va mai scaldato, pena la compromissione del suo sapore. Potete provare il caffè in grani, macinandolo di volta in volta e provando voi stessi la differenza col caffè già macinato.

In più, la macchinetta del caffè andrebbe tolta ai primi gorgoglii o rischia di bruciarsi.

Serena Garofalo

 

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