Bidet nel mondo: una lunga storia di amore-odio

Italiani popolo di…fan del bidet. Ma come mai noi siamo così legati a questo sanitario ed invece alcuni paesi ne fanno a meno? La ragione è storica

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Reggia di Versailles, interno (unsplash, Alexandre Brondino)

Bidet, il sanitario a cui noi nati nella penisola italiana difficilmente riusciamo a rinunciare. Quando dobbiamo viaggiare all’estero e rassegnarci alla mesta idea che, nella maggior parte dei casi, non riusciremo a trovarlo è un po’ una condanna. Ma ci siamo mai chiesti perché noi si e loro no? No, la risposta non è perché agli altri piace puzzare ed esser sporchi. L’igiene personale, paradossalmente, c’entra poco. Anche se, invece, c’entra molto il risparmio ambientale: avete idea della quantità di carta che evitiamo di usare avendo il bidet in bagno?

Il motivo di questa usanza è da ricercare nella storia e in un certo perbenismo del pensiero.

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Bidet, le radici storiche di una condanna

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Bidet ( foto da unsplash)

Basta guardare al nome perché si possa capire da dove la storia inizi: Bidet. Siamo in Francia nella prima metà del 700. Fino ad allora il termine aveva voluto indicare un piccolo cavallo, un pony. E niente di meglio balzò al suo inventore per nominarlo, vista la posizione in cui ci si doveva accomodare. Leggenda vuole che per prima la sua comparsa fu a casa dell’amante del primo ministro di Luigi XV e solo poi a corte: questo era allora in formato portatile, da tenere sotto al letto.

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Alla corte francese non ebbe poi un grande successo visto che i nobili poco amavano l’acqua e ne seguiamo le indistinte tracce fino all’ottocento, quando divenne fisso e fu spostato in bagno. E fin qui, di questa condanna ancora nessuna traccia. Dobbiamo fare ancora un balzo in avanti, fino alla seconda grande guerra. Allora i bidet si diffusero in un ambiente poco, diciamo così, nobiliare: i bordelli. Lo usavano infatti le prostitute tra un soldato e l’altro: questo portò i benpensanti a condannarlo come uno strumento collegato al sex working, simbolo supremo di perversione.

E perché in Italia sì allora? Saremo mica meno perbenisti degli altri? In realtà no: torniamo di nuovo indietro. Se alla corte di Versailles infatti il bidet non era piaciuto, un’altra regina l’aveva fortemente voluto: Maria Carolina D’asburgo lo volle alla sua reggia di Caserta, segnando le ragioni di una fortuna poi divenuta tradizionale.

Serena Garofalo

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