La frode dell’origano: succede nell’unione europea

Frode dell’origano: sembra il titolo di un romanzo giallo ma succede realmente, e succede in Europa. Ecco cosa intendiamo.

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origano ed altre spezie (pixabay)

Uno dei nostri timori più forti, quando acquistiamo nei supermercati, è quella di comprare un prodotto non autentico e di essere ingannati. Spesso infatti sulle confezioni sono riportate delle condizioni che si rivelano poi fasulle: è il caso della pasta fatta con 100 percento grano italiano, dove tale percentuale è puntualmente sottoposta ad oscillazioni anche di tutto rispetto, il caso dei prodotti venduti come doc- si pensi a quello che fu il grosso scandalo del falso parmigiano qualche tempo fa.

Purtroppo, le notizie sopra citate lo dimostrano , il nostro timore può essere anche fondato. L’ultima scoperta della commissione europea riguarda l’origano e in misura minore tutta la filiera delle spezie.

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Frode dell’origano ma riguarda anche altre spezie

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Spesso questo tipo di “frode” avviene nei gradi ipermercati (pixabay)

La commissione europea infatti ha smascherato del falso origano: spesso, alla percentuale di origano, venivano aggiunte altre erbe.  I campioni presi in analisi sono stati quasi duemila, e un campione su due di origano si è mostrato “fasullo“, mescolato per esempio con foglie anche di olivo. Non solo origano però: nella top ten delle falsificate, campeggiano anche cumino, paprika, peperoncino, pepe.

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D’altra parte, non siamo a digiuno di queste scoperte anche fuori dall’europa.  In passato qualcosa di simile era già stato detto: l’associazione australiana dei consumatori choice, acquistando prodotti suddetti in negozi di Sidney e Melbourne, aveva scoperto l’alterazione ancora una volta dell’origano, fino al novanta percento dell’intero prodotto.

In più, dobbiamo considerare la molteplicità dei modi in cui un prodotto può essere alterato: altra cosa comunissima è l’aggiunta di prodotti conservanti non dichiarati.

Serena Garofalo

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