Bollette luce e gas, aumenti paurosi: chi riceverà gli aiuti dal Governo

L’Esecutivo Draghi sta studiando le misure per tamponare i paurosi aumenti delle bollette di luce e gas. Come faremo per non farci travolgere dalla stangata.

Bollette luce e gas la stangata è servita
Bollette luce e gas la stangata è servita Foto dal web

Bollette luce e gas, la stangata è servita e la cosa ormai la sanno tutti. Da ottobre la notizia è ufficiale ed i rincari che partiranno da gennaio del 2022 faranno si che la spesa media annua per ogni famiglia aumenti addirittura di quasi 1250 euro all’anno.

La colpa è della crisi energetica del settore, che ha portato ad una salita vertiginosa del costo delle forniture, per una situazione che alla fine si traduce proprio in una impennata mostruosa per le bollette di luce e gas.

Un primo segnale negativo era arrivato già a giugno e poi a settembre, con gli aumenti di allora tamponati da un fondo risorse che ammontava a 4,2 miliardi di euro e che il Governo Draghi aveva messo da parte.

Bollette luce e gas, bocciata una proposta per nuovi fondi

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Ma con le bollette luce e gas di gennaio i prezzi ai quali eravamo abituati raddoppieranno addirittura. Il Governo stesso si è impegnato a fornire un nuovo aiuto per evitare la super stangata che colpirebbe tutti i cittadini. Ci si aspetta quindi un annuncio ad hoc nella prossima Legge di Bilancio 2022.

A tal proposito si era parlato di un contributo di solidarietà che avrebbe visto una tassazione extra per quanto riguarda i redditi superiori a 75mila euro. Questo avrebbe portato a reperire ulteriori fondi, ma sembra che tale provvedimento non verrà preso in considerazione.

Alcuni partiti hanno contestato questa idea. Si tratta di Fratelli d’Italia, Lega ed Italia Viva. Le bollette luce e gas non sono fisse ma vengono ricalcolate con cadenza trimestrale in base ai costi periodici delle materie prime, che risultano a loro volta variabili.

Chi verrà aiutato per primo

L’intenzione del Governo è quello di reperire ulteriori fondi da aggiungere ai 2 miliardi di euro tenuti da parte anche questa volta per tamponare l’emergenza. Uno dovrebbe derivare dalla riforma dell’Irpef annunciata nei giorni scorsi e che pure partirà da gennaio 2022.

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Come è facile immaginare, si darà la priorità a ricevere un aiuto a quelle che sono le famiglie contraddistinte da una bassa redditualità. Questa difficile situazione è accompagnata da rincari generali anche per quanto riguarda il prezzo di alimenti, carburanti ed altri beni di prima necessità.

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E da una inflazione che ha raggiunto livelli visti solamente nella crisi intercorsa tra 2007 e 2008, quando si raggiunse il 4,1% di media. Ora siamo sul 3,8% di inflazione calcolata. Colpa anche di una ripresa economica più lenta, che farà del 2022 un anno veramente complicato.

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