Bonsai di albero di giada: come farlo in semplici passaggi

L’albero di giada è una pianta molto apprezzata e gradevole agli occhi; inoltre le sue caratteristiche la rendono adatta alla realizzazione di piccoli bonsai. Vediamo in che modo.

bonsai albero giada
Albero di Giada (Pixabay)

La Crassula ovata, comunemente nota come “albero di giada“, è una pianta appartenente alla famiglia delle Crassulaceae e proveniente dall’Africa meridionale. Molto apprezzata e diffusa all’interno delle abitazioni, negli uffici e negli edifici pubblici, è facile da coltivare e necessita di poche cure.

Inoltre la facilità con cui può essere propagata e la consistenza quasi per niente legnosa dei suoi steli la rendono adatta alla realizzazione di piccoli bonsai.

Per mettere in atto questa trasformazione sono sufficienti pochi e semplici passaggi. Vediamoli insieme.

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Come fare un bonsai di albero di giada

bonsai albero giada
Bonsai (Pinterest -worldofsucculents.com)

Se volete ottenere un piccolo bonsai dal vostro albero di giada, la prima cosa che dovrete fare è scegliere il ramo da cui ottenere una talea. Questo deve avere almeno 15 cm di altezza, deve essere piuttosto dritto e deve avere una circonferenza di almeno 1 cm e mezzo. In questo modo sarà robusto al punto giusto da poter sostenere in autonomia il peso dei nuovi germogli che verranno.

Dopo aver scelto il ramo è necessario tagliarlo con cesoie disinfettate. Praticate un taglio partendo da un cerchio tipico dello stelo dell’albero di giada, che non deve essere orizzontale ma obliquo. In questo modo avrete una superficie di taglio più lunga e quindi potrete avere maggiore possibilità che il ramo radichi. Altrimenti potete recuperare del tempo praticando un taglio in cui vi siano già piccole radici aeree, che di solito si possono trovare in vari punti lungo tutto il ramo.

Potete provare a radicare il ramo in acqua, immergendo solo la base in pochi centimetri di acqua e non per tutta la lunghezza, altrimenti il gambo potrebbe marcire. Lasciatelo così per due settimane almeno, cambiando l’acqua ogni giorno. Trascorso questo lasso di tempo dovreste cominciare a notare piccole radici alla base del taglio. Se avete scelto un ramo con radici aeree, nei pressi del taglio potete già metterlo a dimora nel terriccio.

Una volta ottenute le radici, procuratevi i vasi adatti e il terriccio necessario. Per i piccoli bonsai di solito i vasi sono abbastanza bassi, di forma rettangolare o rotonda. Ma per cominciare è meglio che vi muniate di un vaso leggermente più alto dei soliti da bonsai, meglio in terracotta e che abbia dei fori di scolo sul fondo.

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Il terriccio deve invece essere una miscela composta soprattutto da una buona percentuale di perlite, in grado di renderlo particolarmente drenante, evitando di far marcire la giovane talea. Innaffiate il terriccio dopo due giorni, ma solo quanto basta. Non innaffiatelo troppo e non lasciate mai il terriccio troppo zuppo, soprattutto all’inizio. Si tratta pur sempre di una pianta grassa, quindi è giusto dosare l’acqua. (Serena Ponso)

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