Le 10 malattie che provocano più dolore: quali sono

Al mondo ci sono malattie su malattie, ma alcune più di altre riescono a far provare un dolore indescrivibile, ecco le 10 patologie che lo provocano di più.

malattia e dolore
Dolore (Unsplash)

La soglia del dolore è la percezione e la sopportazione del dolore stesso e si può classificare in alta e bassa. Chi ha una soglia del dolore molto alta, difficilmente manifesta afflizione. Mentre chi, al contrario, lamenta sofferenza anche con un banale raffreddore, ha una soglia del dolore molto bassa. Il dolore è quindi soggettivo. Tuttavia, benché il dolore sia una cosa estremamente soggettiva, è un dato di fatto che esistano malattie che provocano più dolore di altre.

La spiegazione più plausibile secondo gli esperti sulla sopportazione del dolore, è che la causa principale risieda nei geni. Ovviamente gli studi da condurre a riguardo sono ancora in fase di sviluppo e per il momento meglio affidarsi a terapie farmacologiche e imparare a convivere e tollerare il dolore, in qualsiasi forma ed entità si manifesti.

Come accennato, alcune patologie sono state riconosciute come oggettivamente dolorose per tutti, perché il dolore provocato è universalmente percepito come straziante, intenso ed insopportabile. Ad affermare ciò è il National Health Service, che ha stilato una lista di malattie che provocano più dolore di altre.

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La lista delle 10 malattie che provocano più dolore secondo il National Health Service

La lista potrebbe essere anche più lunga di così visto che il dolore è soggettivo, ma questo ente è riuscito ad elencare le 10 malattie che causano più dolore dal punto di vista oggettivo, e sono: Cancro, nevralgia del trigemino, calcoli renali, cefalea a grappolo, frattura ossea, endometriosi e parto, pancreatite e ulcera allo stomaco, ernia del disco, appendice acuta, Herpes zoster.

Cancro quanto dolore provoca
Fiocchi simboli della malattia (Pexels)

1. Cancro

La manifestazione oggettivamente più dolorosa è di certo il cancro. Non si sa ancora con certezza perché si manifesti ma quello di cui si è a conoscenza è che alcune cellule dell’organismo si moltiplicano in modo anomalo. Quando la forma tumorale è benigna, le cellule non invadono i tessuti vicini, mentre quando sono maligni, se non trattati repentinamente, si ha una prognosi sfavorevole a causa delle metastasi.

La chemioterapia e i tumori in stadi avanzati possono sottoporre il paziente a dolori intollerabili e continui. I tumori più dolorosi sono quelli a carico del pancreas, del cervello e delle ossa. Le cure palliative possono essere una soluzione per alleviare temporaneamente il dolore, tuttavia esistono anche alcune abitudini che aumentano il rischio di insorgenza della malattia.

2. Nevralgia del trigemino

Il trigemino è il quinto nervo e uno dei più lunghi del cranio. Le persone che hanno provato questo tipo di dolore, lo ritengono il peggiore in assoluto: è insopportabile e sembra non avere fine. Si manifesta con una sorta di scarica elettrica estrema in un lato del volto (di solito il lato destro), fino alla mascella. Si manifesta all’improvviso e in modo acuto, tale da far perdere lucidità. Può essere causato da infezioni o altre svariate condizioni.

3. Calcoli renali

Particolarmente diffusi tra la popolazione adulta maschile, i calcoli renali sono masse dure di calcio, simili a piccoli sassi, che si originano nei reni e percorrono tutte le vie urinarie, causando forte dolore, sanguinamento, minzione continua accompagnata da bruciore, nausea e vomito. Il dolore è molto intenso e si propaga anche tra le costole e i fianchi, fino all’inguine. Il dolore si manifesta perché il calcolo si muove e scende nei canali urinari. Le fitte possono durare anche 15 minuti.

Bere molta acqua e seguire un’alimentazione sana a base di sali minerali può aiutare a prevenire il rischio di formazione di calcoli renali. Le onde d’urto o la litotripsia possono invece essere una soluzione definitiva per mettere fine a questo dolore.

4. Cefalea a grappolo

Questa tipologia di cefalea non è un semplice mal di testa: la cefalea a grappolo è localizzata in una zona ben precisa della testa, in prossimità delle tempie, e si dirada spesso anche nella zona intorno all’occhio. Si manifesta con acuti dolori emicranici, localizzati per l’apputo intorno all’occhio o su un lato della testa, spesso accompagnati da nausea e vertigini.

In un giorno si possono presentano attacchi multipli, anche fino a sei o otto episodi ed è un dolore che persiste per più giorni, anche settimane se non addirittura mesi. Il dolore è talmente tanto forte da non permettere alla persona di compiere semplici azioni quotidiane. Per alleviare il dolore, in questi casi, si ricorre generalmente a terapie come l’agopuntura, abbinata a farmaci analgesici.

Cefalea a grappolo dolore
Mal di testa (Unsplash)

5. Frattura ossea

È un dolore netto, acuto e insopportabile. Il dolore è generato da una frattura ossea ed è tra i peggiori da sopportare. L’intensità del dolore poi, varia da zona a zona. Se per esempio a rompersi sono le costole, la sofferenza è più intensa. Inoltre possono rompersi in seguito a una caduta o, nelle persone anziane, a causa dell’osteoporosi, e poiché non possono essere ingessate, rende ancora più sofferente perché costringe a restare immobile a letto.

La rottura delle ossa può comportare inoltre la sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS). Questa sindrome causa gonfiore e dolore in corrispondenza di fratture, i quali si estendono ben presto in tutto l’arto. Antidolorifici e riabilitazione possono risultare un’ottima combinazione per contrastare il male.

6. Endometriosi, vulvodinia e Parto

Sono tre tipi di dolori che coinvolgono esclusivamente la donna, e coinvolgono principalmente il basso ventre. Sono tra i più peggiori da sopportare. L’endometriosi si manifesta quando l’endometrio, invade le zone che circondano l’utero e ne abbiamo parlato in modo più approfondito qui. È una malattia rara che ancora non è riconosciuta a livello nazionale.

Così come l’endometriosi, anche la battaglia per far riconoscere la vulvodinia continua ancora oggi, la quale è il dolore pelvico costante per eccellenza. Un altro forte dolore che solo le donne possono dire di aver provato, è quello del parto, paragonabile ad una frattura ossea o ad una colica renale.

7. Pancreatite e ulcera allo stomaco

Tra i dolori più intensi che si possono provare ci sono quelli causati dalla Pancreatite, ovvero l’infiammazione del pancreas che si manifesta all’improvviso, attraverso un dolore molto forte nella parte alta dell’addome. Il dolore si propaga verso la schiena ed è spesso accompagnato da febbre, vomito, nausea e sudorazione.

Anche l’ulcera gastrica, provocata dall’erosione della mucosa gastrica dello stomaco causa un dolore intenso. Esso viene spesso confuso con il dolore da infarto, perché si manifesta in modo molto simile: come una pugnalata, abbinata da sudorazione, vomito, tachicardia, nausea e polso debole.

dolore al basso ventre
Dolore invalidante (Unsplash)

8. Ernia del disco

L’ernia del disco si verifica quando il nucleo del disco invertebrate esce dalla membrana che fa da cuscinetto tra le stesse vertebre. Il dolore varia in base alla zona colpita, ed è molto simile alla sciatica e alla lombalgia. Nel caso dell’ernia cervicale, il dolore viene avvertito nalla testa e nal collo, provocando vertigini.

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9. Appendicite

È l’infezione acuta dell’appendice, un organo dalla lunghezza di circa 5-10 centimetri, situata nella parte destra dell’addome. La sua infiammazione causa dolore lancinante nel basso ventre, dall’ombelico fino alla zona pelvica, e si intensifica con il passare delle ore. Nel caso in cui l’appendice non si sfiammi, è necessaria l’asportazione chirurgica.

10. Herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio

Si tratta di eruzioni cutanee accompagnate da sensazione di bruciore e forte prurito, è molto facile riconoscerne i sintomi visto che sono molto specifici. Un vaccino preventivo è stato ideato contro il fuoco di Sant’Antonio e può ridurre notevolmente il rischio di manifestazione del virus, visto che in età giovanile la malattia è abbastanza sopportabile, ma negli adulti può portare alla morte.

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