Cicoria: come mangiarla, ricette, proprietà e controindicazioni

La cicoria è una pianta dalle foglie lunghe e frastagliate, ricche di proprietà benefiche: scopriamo a cosa fa bene e quali sono i suoi effetti collaterali.

Cicoria
Foglie di cicoria (Adobe Stock)

Questa pianta selvatica dal gusto inconfondibile e dagli innumerevoli benefici è facilmente riconoscibile per via dei suoi fiori di colore celeste, che sbocciano nei mesi che vanno da luglio a settembre. Dalle proprietà nutrizionali ai modi di utilizzo, in cucina e non, ecco tutto quello che c’è da sapere sulla cicoria.

Proprietà nutrizionali della cicoria

Riconoscere la cicoria selvatica non è difficile: l’aspetto di questa pianta, infatti, è facilmente riconoscibile.

Proprietà benefiche
(Adobe Stock)

Infatti, si tratta di un’erba che presenta la radice a fittone e dei gambi un po’ ruvidi.

Il vero tesoro della pianta? Le sue foglie lunghe e frastagliate, utilizzate per numerosi impieghi.

100 grammi di cicoria apportano 17 kcal. I macronutrienti contenuti nella stessa quantità di prodotto sono:

  • Carboidrati 4 g
  • Fibre 3,1 g
  • Proteine 0,9 g
  • Grassi 0,1 g

I micronutrienti contenuti in 100 grammi di cicoria sono:

  • Potassio 180 mg
  • Calcio 150 mg
  • Fosforo 26 mg
  • Vitamina C 8 mg

A cosa fa bene la cicoria

La cicoria selvatica trova grande applicazione per realizzare dei preparati curativi.

verdura orto primavera
Campi di verdura la cicoria (Pixabay)

I motivi sono semplici: come abbiamo visto, infatti, questa erba è naturalmente ricca di sali minerali, potassio, calcio e ferro.

Ciò che caratterizza maggiormente la cicoria selvatica è l’abbondante presenza di acido cicorico, che rende amara questa erba spontanea.

Questo acido è però, al tempo stesso, un vero toccasana. Infatti la cicoria selvatica può essere impiegata contro ritenzione idrica responsabile della cellulite, poiché favorisce la diuresi e la depurazione dell’intero organismo.

Inoltre, la cicoria selvatica ha anche delle proprietà lassative, ipoglicemizzanti e depurative, cioè aiuta a controllare la glicemia e svolge un’azione disintossicante che migliora la salute dei reni.

Consumare la cicoria ha dei benefici anche sul cuore, poiché permette di regolarizzare il battito cardiaco.

Tra gli altri effetti positivi di questa pianta ci sono le sue proprietà antifiammatorie e antianemiche, poiché è ricca di ferro.

Mangiare regolarmente la cicoria selvatica ci rende più belli: le preziose sostanze in essa contenute, infatti, promuovono la lucentezza e l’idratazione di pelle e capelli.

Inoltre, questa erba ha anche capacità rinfrescanti ed emollienti che sono utili per il trattamento di dermatiti di varia natura come quelle allergiche e stagionali.

Controindicazioni della cicoria

Quali sono gli effetti collaterali legati al consumo di cicoria selvatica?

Cicoria
(Adobe Stock)

Prima di consumare questa pianta, le donne in gravidanza dovrebbero consultare il proprio medico.

Infatti, tra gli effetti della cicoria c’è quello di stimolare le contrazioni uterine.

Inoltre, questo alimento non dovrebbe essere introdotto nella dieta di alcune categorie di persone:

  • Chi soffre di ulcera peptica e gastrite;
  • Chi è affetto da calcoli e patologie a carico della colecisti.

Come cucinare la cicoria

Dopo aver scoperto quali sono le incredibili proprietà benefiche di questa pianta, vediamo insieme come introdurla nella nostra alimentazione.

Modi d'uso
(Adobe Stock)

Sono moltissime le ricette che possono essere preparate con la cicoria selvatica.

Si può semplicemente mangiarla cruda, come ingrediente delle insalate miste.

Oppure, la si può ripassare leggermente in padella con un soffritto a base di aglio e pomodorini e mangiarla come gustoso contorno.

In alternativa, possiamo utilizzare la cicoria come condimento per pastasciutta, cous cous o altri cereali.

Non dobbiamo dimenticare che la cicoria selvatica è un ingrediente tipico della cucina povera del sud d’Italia.

Tra le ricette tradizionali da provare, tipiche del mondo contadino, ci sono sono il purè di fave e il pane e cicoria.

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Modi di utilizzo alternativi

Oltre ad essere consumata cotta, la cicoria selvatica può essere assunta sotto forma di infuso, decotto, tintura o anche caffè.

Cicoria
(Adobe Stock)

Infatti, è possibile preparare un infuso di cicoria selvatica per combattere la ritenzione idrica e la cellulite.

La cicoria selvatica favorisce la diuresi e questo effetto depurativo si può sfruttare in qualsiasi momento della giornata, mettendo un cucchiaino da the di foglie secche di cicoria in una tazza di acqua bollente.

A volte il gusto dell’infuso può essere un po’ amaro per via dell’acido cicorico che conferisce questa nota di sapore che non tutti apprezzano.

Per combattere la cellulite si può fare in un altro modo: è sufficiente bollire la radice della cicoria finché non sarà tenera. A

questo punto, si può pestare utilizzando un mortaio o un semplice frullatore ad immersione e preparare così un impacco da mettere sulle gambe.

Il trucco in più è di non buttare via l’acqua di cottura che contiene preziosi nutrienti. L’acqua può essere utilizzata per ammorbidire l’impacco, se necessario.

Infine, pare strano ma la radice di questa pianta selvatica può esser utilizzata per preparare una specie di caffè alla cicoria da bere al mattino.

Questa bevanda ha delle ottime caratteristiche per l’organismo, in quanto stimola la digestione e rafforza la mucosa dello stomaco.

Per prepararlo, basta procurarsi delle radici di cicoria selvatica che vanno lavate, pelate e tritate piuttosto finemente.

A questo punto, bisogna essiccare il trito: si può farlo in forno a una temperatura piuttosto bassa, tra i 70° e i 90° per circa un’ora e poi lasciarla riposare a forno spento per 20 minuti.

In alternativa, si può anche utilizzare un essiccatore ad aria. Una volta essiccata la radice, questa può essere ulteriormente tritata per ottenere una polvere.

Si può riempire il filtro della moka e preparare un caffè normalmente oppure mettere il preparato in una tazza di acqua bollente e poi filtrarlo.

Nelle erboristerie e farmacie naturali si trova già pronta la polvere per il caffè di cicoria selvatica.

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Come togliere l’amaro dalla cicoria

Come abbiamo anticipato, l’acido cicorico è responsabile del tipico sapore amaro della cicoria.

Cicoria
(Adobe Stock)

Come eliminare questo sgradevole retrogusto, per ottenere delle preparazioni saporite e gustose?

Ci sono una serie di strategie che possiamo mettere in pratica per risolvere questo fastidioso problema.

La prima consiste nel lasciare ammollo la cicoria in acqua e ghiaccio per almeno un paio di ore, prima di procedere con la bollitura.

In alternativa, possiamo immergerla in un composto a base di acqua e limone, oppure aggiungere un cucchiaino di bicarbonato durante la cottura.

Infine, attenzione a strizzarla bene dopo averla bollita. In questo modo, favoriremo ulteriormente l’espulsione del gusto amarognolo.

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