Alzheimer, importante scoperta: rilevati nuovi geni che innescano la malattia

Uno studio internazionale ha scoperto nuovi geni che possono innescare il morbo di Alzheimer, vediamo tutto nei dettagli.

morbo di alzheimer
Laboratorio di ricerca (Pixabay)

Il morbo di Alzheimer è la più diffusa forma di demenza. Interessa dal 50 all’80% dei casi diagnosticati e si tratta di una malattia degenerativa che coinvolge il cervello. In questo organo avviene un deterioramento delle facoltà cognitive che pian piano rendono la persona non autosufficiente fino a portarla alla morte.

Ci sono dei trattamenti che possono aiutare con questa condizione, ma non è stata ancora scoperta una cura. Per questo motivo gli studi stanno andando avanti anno dopo anno. Un’importantissima scoperta è stata fatta di recente, dopo uno studio di 30 anni. Si tratta di uno studio internazionale ma che ha visto la partecipazione di molto team italiani.

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Ha partecipato, tra gli altri, anche il Centro Alzheimer universitario della Città della Salute di Torino. Le scoperte sono state sensazionali, sono stati individuati altri 42 geni che innescano la malattia. Vediamo qui di seguito tutti i dettagli resi noti.

Alzheimer, nuova scoperta: 42 nuovi geni che innescano la malattia

alzheimer
Demenza Alzheimer (Pixabay)

I risultati di questo studio durato 30 anni sono stati pubblicati su riviste scientifiche e hanno rivelato la forte connessione tra l’Alzheimer e la genetica di una persona. I ricercatori hanno osservato un gruppo di più di 110.000 persone affette da Alzheimer confrontando i loro genomi con un gruppo di oltre 600.000 persone che non ce l’avevano. Confrontando i vari elementi sono stati identificati 75 geni legati al rischio di sviluppare la malattia.

Di questi 75 geni, 33 erano già noti dagli studi precedenti, ecco perchè si parla di nuova scoperta. Sono stati individuati altri 42 geni che possono innescare il morbo di Alzheimer. Il team di studiosi ha posto l’attenzione prevalentemente sulle cellule microgliali, quelle presenti nel cervello che si occupano di eliminare le tossine. Se queste cellule lavorano troppo creano dei danni al cervello.

Allo stesso modo è stato importante soffermarsi sull’infiammazione e in particolare su una proteina che la combatte. Si tratta del fattore TNF-alpha. Questo peptide potrebbe essere molto importante per cercare nuovi farmaci e nuovi trattamenti per fermare la malattia.

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Il gruppo di ricerca si è dimostrato molto soddisfatto di quanto emerso dalle indagini fatte in quanto, seguendo questa nuova strada, sono convinti che si potrà arrivare a risultati sempre maggiori e migliori per riuscire a trattare l’Alzheimer e ogni forma di demenza.

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