Difficoltà ad articolare le parole, potrebbe essere sintomo di gravi disturbi

Può capitare di avere vuoti di memoria o lapsus, ma se si ha spesso difficoltà ad articolare parole potrebbe essere sintomo di vari disturbi anche gravi.

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Sagoma corpo umano con cervello (Unsplash)

Può capitare di avere vuoti di memoria o lapsus, ma se si ha spesso difficoltà ad articolare parole potrebbe essere sintomo di vari disturbi anche gravi. Dimenticare termini, parole o modi di dire capita a tutti quanti. Anzi, ci sono periodi in cui una parola propria non riesce a rimanere in mente, e la si dimentica sempre. Finché si tratta di un termine, è del tutto normale, ma quando si incomincia ad avere problemi ad articolare frasi e concetti, oppure difficoltà a leggere, significa che c’è qualche problema.

In questo caso c’è qualcosa che non va, e allora sarebbe opportuno approfondire il disturbo con un medico specializzato. Se uno spiacevole episodio di dimenticanza, oppure di incomprensione di un determinato discorso, si protrae nel tempo, potrebbe trattarsi di una malattia invalidante. Quale? Dipende dai casi, i motivi possono essere i più disparati, a volte anche gravi. Scopriamo di più.

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I sintomi legati alla difficoltà nell’articolare le parole o comprendere discorsi

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Modellino cervello (Unsplash)

Il cervello è un organo misterioso, su cui si focalizzano centinaia di studi scientifici, ma è quasi impossibile capire perfettamente come funziona. Questo non è certo un limite della scienza, ma l’estrema complessità del cervello, il quale, purtroppo, come tutto il resto del corpo, è soggetto a deperimento. Questo può perdere le sue funzioni per svariati motivi, non solo legati all’età, e allora è bene saperlo interpretare.

Se si comincia a non capire semplici discorsi, oppure se le parole vengono fuori in modo confusionario. Se si ha difficoltà ad esprimersi correttamente, oppure se si hanno frequenti vuoti di memoria e lapsus, allora potrebbe esserci qualche problema nelle funzioni cognitive. Le cause possono essere differenti, da un principio di ictus a un trauma cranico, da un tumore cerebrale all’Alzheimer, dalla demenza senile e tutte quelle malattie legate al degrado progressivo dell’organo.

Secondo le più recenti stime, in Italia abbiamo più di 200 mila persone che soffrono di queste patologie appena elencate. Si tratta di persone che non riescono a vivere una vita semplice, ma che invece vivono una quotidianità invalidante, tanto che molto spesso non possono far altro che appoggiarsi ad altri per sopravvivere. Di questi 200 mila casi, molti soffrono di afasia, una condizione particolare che anticipa la demenza vera e propria.

Inizia proprio in questo modo, dimenticando spesso i termini, oppure non comprendendo dei discorsi chiarissimi. Una patologia non molto conosciuta, ma che colpisce sempre più persone, quasi sempre legata a una condizione neurodegenerativa. Più raramente, invece, insorge in caso di tumore cerebrale.

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All’afasia sono spesso connessi altri disturbi, come arteriosclerosi, l’Alzheimer o la sclerosi multipla. Di afasia si possono sviluppare diverse varianti, a seconda del grado di gravità. Esiste, ad esempio, un’afasia totale, la quale non permette al soggetto di esprimersi in modo chiaro, né di saper elaborare un semplice discorso, né di capirlo. Se si sospettano questi disturbi, magari ancora in forma embrionale, meglio rivolgersi a un medico per approfondire la situazione.

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