Latte venduto come biologico e italiano importato dall’estero: i marchi coinvolti

Latte a lunga conservazione importato dall’estero veniva in realtà venduto come biologico e italiano: tutti i marchi coinvolti e denunciati per frode.

Latte importato illegalmente
Bicchiere di latte (Pixabay)

Frode nel viterbese: due produttori vendevano latte fresco convenzionale a lunga conservazione come made in Italy e biologico, ma in realtà proveniva dall’estero. Maxi ritiro per il marchio di latte coinvolto nella truffa. Tutti i dettagli.

Truffa: latte estero venduto come italiano e biologico

Due produttori caseari, nel viterbese, sono i protagonisti dell’ultima truffa a danno dei consumatori. Compravano latte vaccino fresco, a lunga conservazione, da aziende estere per rivenderlo come biologico, italiano e a prezzi raddoppiati.

Latte non originale
Latte vaccino (Pixabay)

Ad intervenire i Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare (RAC) e gli agenti della stazione di Monterosi, i quali hanno sventato l’inganno. Non solo latte, i produttori commercializzavano anche burro, yogurt e moltissimi altri prodotti caseari che in realtà provenivano da altri paesi.

In seguito all’acquisto del latte, già sigillato in tetrapak, i produttori lo travasavano in nuove bottiglie di vetro con etichette totalmente false circa l’origine e la qualità del prodotto. Per questo motivo, è scattata subito la denuncia per frode, la multa e il ritiro immediato di 25 kg di prodotti.

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Denunciati anche per smaltimento illegale di rifiuti, tutti i dettagli

I titolari dell’azienda casearia inoltre erano soliti bruciare illegalmente le confezioni di tetrapak che contenevano il latte acquistato da altri paesi. Gli agenti dunque hanno sventato un altro reato: lo smaltimento illegale di rifiuti per camuffare la truffa del latte e ingannare i consumatori.

Sul retro del deposito abusivo, i due davano fuoco ai rivestimenti e a tutto il materiale in eccesso. I carabinieri e gli agenti di Monterosi hanno scoperto inoltre che il capannone, non solo non aveva regolare permesso, ma non disponeva di alcuna norma igienico sanitaria necessaria per gli stock di cibo.

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Nel capannone, c’erano due frigoriferi industriali all’interno dei quali i produttori conservavano tutti i prodotti acquistati illegalmente. Per il trasporto, invece, i furgoncini non disponevano di assicurazioni e refrigeratori per poter conservare adeguatamente i prodotti caseari.

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