Licenziamento per colpa dei social network, oltre al danno la beffa: attenti

Le situazioni di licenziamento per colpa dei social network assumono una più che legittima importanza a causa di fin troppi casi controversi.

Una donna usa il telefonino ed il pc
Una donna usa il telefonino ed il pc (Pixabay)

Licenziamento per colpa dei social network, cosa dice la Legge a riguardo? Si tratta di un argomento inserito all’interno del codice di comportamento che regola i dipendenti pubblici. Da quando esistono, i social hanno fatto spesso incursione sul posto di lavoro. Al punto che in molti hanno attuato dei provvedimenti per controllare l’andamento dei propri sottoposti.

I social network possono essere una fonte di distrazione e per colpa loro c’è anche chi ha subito un licenziamento in tronco. Ora, nel suddetto regolamento di disciplina e di comportamento, in materia di licenziamento per colpa dei social network è sorta una vera e propria sezione apposita.

La cosa si è resa necessaria allo scopo di creare delle regole precise da seguire, visto che fin troppi sono stati i casi controversi riscontrati nel corso degli anni. La Pubblica Amministrazione ha dovuto tutelarsi contro forme di comportamenti che in passato ne hanno leso il buon nome.

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Licenziamento per colpa dei social network, cosa dice la Legge

La schermata di uno smartphone con icone social
La schermata di uno smartphone con icone social (Pixabay)

In diverse circostanze è capitato di assistere a cattive condotte di dipendenti che deridevano o che insultavano i propri colleghi o il proprio capo a mezzo social. Sia con commenti e post pubblici che all’interno di chat private. Con un recente decreto inserito nel più ampio Piano di ripresa e resilienza nazionale, tali comportamenti avranno ora delle conseguenze alquanto gravi.

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Il decreto in questione prevede per i neoassunti un vero e proprio corso di formazione in materia di etica comportamentale, allo scopo di prevenire eventuali atteggiamenti censurabili. Del resto ci sono anche delle passate sentenze di tribunale che riferiscono di esiti sfavorevoli per chi aveva usato i social per sparlare di colleghi, superiori ed anche sottoposti.

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Si rischiano provvedimenti gravi, tra sospensione non retribuita ed anche il licenziamento in tronco per giusta causa. Qualsiasi condotta in questo senso può portare a delle conseguenze che possono costare molto caro. Per cui occorre tenere da parte risentimento, impulsività e rabbia quando si ha uno smartphone tra le mani o si è davanti al computer. Altrimenti, oltre al danno, potrebbe esserci pure la beffa di perdere il lavoro.

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