Dieta “planeterranea”: nasce un modello alimentare per tutto il mondo

Un gruppo di studiosi italiani ha individuato la dieta planeterranea come un modello alimentare valido in tutto il mondo.

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Mappamondo (Pixabay)

L’argomento “dieta” è sempre un po’ complicato, soprattutto perché una dieta non può essere adatta a tutte le persone. Quello che va bene per una persona, con le sue caratteristiche fisiche, i suoi problemi di salute e il suo stile di vita, non andrà bene per un’altra con caratteristiche diverse. Se non va bene da persona a persona figuriamoci se un tipo di dieta può andar bene in tutti i Paesi del mondo.

Prendiamo, ad esempio, la dieta mediterranea. Questo è un regime alimentare basato sui prodotti che si trovano disponibili nell’area del Mediterraneo. Includerà cose che, però, nell’estremo nord non potranno esserci. Quindi, è molto improbabile che si possa avere un modello unico di dieta in tutto il mondo. Anzi, è impossibile o almeno lo era fino a poco tempo fa.

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Infatti, un gruppo di ricercatori italiani ha individuato un modello di alimentazione che può andare bene in tutte le parti del mondo e l’hanno chiamata “dieta planeterranea“. Ma vediamo tutti i dettagli su questo nuovo regime alimentare.

Dieta planeterranea: in che cosa consiste la dieta per tutto il mondo

cibo sano
Cibo sano (Pixabay)

Il gruppo di ricerca della prof. Annamaria Colao, presidente della Società italiana di Endocrinologia, sta lavorando ad un regime alimentare che possa andar bene in tutte le parti del mondo. Il modello mediterraneo è sano e non ci sono dubbi a riguardo, ma alcuni alimenti sono disponibili soltanto in alcune zone. Dove non ci sono necessitano di essere portati, ma questo creerebbe tantissimo inquinamento.

Secondo il team è comunque importante prendere come base il modello della dieta mediterranea, ma ampliandolo e facendo spazio ai prodotti locali di ogni area del mondo. Ha iniziato, per questo motivo, ad integrare i sani prodotti dell’area mediterranea con quelli dell’America Latina, per prima cosa. In questa zona ci sono frutti come l’avocado e la papaya che devono assolutamente essere integrate nella dieta.

Il prossimo passo sarà analizzare il territorio del Canada e questo lavoro proseguirà poi per tutto il mondo in modo che tutti possano avere uno schema da seguire, con le stesse basi, ma con i proprio prodotti locali. Alla base di tutto, la prof. Colao ha dichiarato che ci deve essere l’olio vegetale. Che sia di semi di girasole, di canola canadese, d’oliva poco importa, l’olio vegetale è ricco di nutrienti e un anti-infiammatorio naturale che non può mancare mai a nessuna persona.

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In attesa di una dieta che possa essere gestita in tutto il mondo, le prime ricerche e le prime conclusioni sono state pubblicate sulla rivista Journal of Translational Medicine e poi su Nature. Il nome che hanno scelto promette bene, un progetto sano e sostenibile ovunque.

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