Polpastrelli raggrinziti quando siamo in acqua, perché avviene questo fenomeno

Vi siete mai chiesti perché, quando si sta troppo tempo in acqua, i polpastrelli delle mani diventano raggrinziti?

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Galleggiare in acqua (Pixabay)

Vi siete mai chiesti perché, quando si sta troppo tempo in acqua, i polpastrelli delle mani diventano raggrinziti? La spiegazione è curiosa. Una volta, le mamme mentivano per farci uscire dall’acqua, urlandoci contro per metterci paura. Siamo cresciuti con la paura delle mani raggrinzite, sintomo di un malessere derivato dall’immersione prolungata in acqua.

In realtà, era tutta una farsa. Quando i polpastrelli raggrinziscono non si sta per morire, e non è un segnale di allarme a indicare che si deve uscire dall’acqua. È solo la reazione del nostro corpo all’ambiente marino. La superficie della pelle, costituita da cheratina, si adatta all’acqua. Tuttavia, come spiega un dermatologo, tale condizione non deve essere prolungata a dismisura.

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Mani e dita raggrinzite per colpa dell’acqua, effetto reversibile

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Mano che sbuca dall’acqua (Pixabay)

Non appena si esce dall’acqua basta attendere qualche minuto e la pelle dei polpastrelli torna normale. Si tratta di un evento controllato dal sistema nervoso, il quale innesca questo meccanismo osmotico. La cheratina è una proteina capace di legarsi all’acqua e alle sostanze grasse.

Dopo alcuni minuti che si è immersi in acqua, la cheratina assorbe acqua e si gonfia, formando delle piaghe. Le piaghe si formano in questo punto perché qui si concentra maggiore presenza di cheratina, ma non solo polpastrelli, anche unghie e capelli. Se si sta a lungo in acqua, infatti, i capelli diventano più ondulati e gonfi, le unghie più morbide.

È sempre l’effetto dell’acqua che agisce sulla proteina. Queste piaghe sulle dita avvengono per migliorare la presa nell’acqua. Come testimoniato da numerosi studi, i polpastrelli raggrinziti sono un fenomeno paragonabile a quelli degli pneumatici su strada. Mano a mano che si sta in acqua, questi diventano sempre più raggrinziti per migliorare la manualità.

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Si tratta di un retaggio sviluppato dagli uomini primitivi per agevolare la ricerca di cibo in ambienti umidi e viscosi. Tuttavia, nonostante i numerosi studi che accennano a tutto ciò, non si è ancora giunti a una risposta definitiva. Secondo altri scienziati, infatti, si tratterebbe di un fenomeno ad oggi inspiegabile, caratteristico solo del genere umano. La verità, purtroppo, non è ancora stata scoperta, anche se la storia della presa migliore sembrerebbe valida.

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