Aspirina per prevenire inctus e infarto: Harvard rivede alcune raccomandazioni

Una nuova analisi effettuata da un team di ricerca dell’Università di Harvard e della Mayo Clinic rivede le raccomandazioni sul consumo preventivo dell’aspirina.

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Pasticche disposte sul braccio (Pexels)

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L’acido acetilsalicilico viene utilizzato da secoli, ma soltanto dalla fine degli anni 60’ e primi ’70 venne trasformato nel farmaco antinfiammatorio non steroideo che comunemente chiamiamo aspirina. Sin dall’epoca, negli Stai Uniti fu indicato per prevenire problemi cardiovascolari in persone che già avevano avuto ictus o infarto.

Da allora, l’utilizzo di questo farmaco è sempre stato controverso e, ogni tanto, la comunità scientifica ne cambia le raccomandazioni, specialmente nei riguardi di persone fragili, come obesi, ipertensivi, diabetici o su soggetti che hanno subito malattie cardiovascolari. È ciò che è accaduto di recente, dove Harvard ha cambiato di nuovo alcune indicazioni.

Aspirina, un farmaco per prevenire malattie cardiovascolari?

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Bicchiere di acqua con pillole (Pexels)

Dopo sei anni sono nuovamente cambiate alcune raccomandazioni, in merito al consumo frequente dell’aspirina a basso dosaggio. La nuova raccomandazione recita di non utilizzare questo farmaco come forma preventiva di malattie cardiovascolari in persone sane e con età superiore ai 60 anni. Mentre, persone di età compresa tra i 40 e 59, e con una piccola percentuale di poter sviluppare ictus o infarto, ne possono trarre qualche piccolo beneficio.

Le donne di età compresa tra i 40 e i 59 anni e che sono a forte rischio di malattie cardiovascolari, invece, potrebbe ricevere maggiori benefici dall’assunzione dell’aspirina, con riduzione del rischio di infarto del 19% e di ictus del 15%. Ma anche le donne over 60 con un rischio cardiovascolare del 20% almeno possono trarre benefici.

Questi sono i risultati incrociati di 13 studi clinici americani, dopo aver analizzato il comportamento di migliaia di pazienti. L’assunzione del farmaco, dunque, può essere importante come forma preventiva sull’insorgere di ictus e infarti in soggetti predisposti, specialmente per quanto riguarda le donne.

Età e stato di salute incidono sul consumo dell’aspirina

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Aspirina disciolta in acqua (Pexels)

Tuttavia, nei test eseguiti dai laboratori, il consumo dell’aspirina provoca maggiore sanguinamento gastrointestinale e intracranico, specie tra gli uomini over 60. L’età incide parecchio sulla risposta che il nostro organismo dà al contatto con il medicinale.

Persone anziane e con alto rischio di sanguinamento, dovrebbero evitare l’uso dell’aspirina. Mentre, persone di età superiore ai 50 anni e malate di diabete, possono assumere aspirina a basso dosaggio. Dai 70 anni in poi, i pericoli superano i benefici, perciò è inutile continuare a consumarla. In sintesi, assumere basse dosi di aspirina può prevenire il rischio di infarto o di ictus in alcuni soggetti? Sembrerebbe di sì, ma bisogna considerare che a trarne beneficio sono:

  • Persone di età compresa tra 40 e 50 anni, con rischio di sviluppare malattie cardiovascolari al 10%
  • Persone diabetiche con età superiore ai 50 anni, a rischio malattie cardiovascolari ma non in pericolo di sanguinamento

In Europa, le raccomandazioni sull’uso dell’aspirina sono un po’ differenti. Qui non si raccomanda il consumo frequente di aspirina se il rischio di malattie cardiovascolari è molto basso. Se invece il rischio è elevato e il soggetto è anziano, deve concordare la terapia col proprio medico.

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