Bruxismo, smettere di digrignare i denti è una questione di testa

Il bruxismo è un fastidio che affligge tantissime persone, il digrignare dei denti comporta brutte conseguenze, come risolvere il problema?

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Intervento dal dentista (Pixabay)

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Il movimento inconsulto della bocca porta a digrignare i denti, specialmente durante la notte, quando il cervello è in stand by e non si è coscienti. Tale comportamento può avere brutte conseguenze, come mal di testa continui, denti spezzettati e smalto rovinato. Per proteggere i denti dal digrignamento durante il sonno, esistono i cosiddetti bite, ossia delle barriere di protezione da indossare quando ci si corica.

Il bruxismo è un impulso dettato dallo stress e dalla tensione. I dentisti di tutto il mondo, proprio negli ultimi anni, funestati da una serie di eventi importanti, come guerre, pandemie, crisi economiche e del lavoro, testimoniano un aumento impressionante di bruxismo. Ciò testimonia quanto sia un disturbo essenzialmente legato allo stato mentale del singolo individuo. Come risolvere il problema? Ecco cosa consigliano gli esperti.

Bruxismo, un disturbo derivante dallo stress mentale e dagli stati di ansia

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Uomo con dolore alla mascella (Pixabay)

Per sapere quanto il bruxismo sia diffuso nel mondo, basterebbe dare un’occhiata ai dati forniti dagli studi dentistici. Più del 30% della popolazione mondiale è affetta da questo disturbo. Una percentuale altissima, aumentata a dismisura negli ultimi anni e in costante crescita. Ma non è tutto, perché come affermano i dentisti stessi, anche i casi lievi di bruxismo sono peggiorati nel tempo.

Chi soffre di bruxismo digrigna nel sonno, e molte persone nemmeno si rendono conto di esserne affette. Un’abitudine che può essere dannosa per i denti e che può provocare dolore cronico sia alle mascelle che alla testa. Una parte delle persone che digrigna i denti e serra le mascelle mentre dorme, rivela di sentire dolore o scricchiolamento mentre mastica a tavola, altri invece rivelano di svegliarsi ogni mattina con lievi emicranie, altri ancora con disturbi al timpano.

Gli effetti dello stress sul bruxismo

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Donna con mal di denti (Pixabay)

Ma il rischio maggiore, ovviamente spetta ai denti. Sfregando, questi si rovinano e si usurano, inoltre tendono ad assumere una posizione scorretta, non allineata. Quando si è calati nella fase REM del sonno, i nostri muscoli si serrano maggiormente: le mascelle, ad esempio, esercitano una forza tre volte superiore rispetto a quella che si utilizza per masticare.

È stato scoperto, inoltre, che alcuni farmaci antidepressivi e psicofarmaci possono incidere molto sull’insorgere di questo problema. Gli effetti dello stress, soprattutto, incidono parecchio, e possono condurre a svariate problematiche, esercitando una forte influenza sulla divaricazione della mascella.

Il bruxismo è dunque un disturbo fisico, ma è originato da un disturbo mentale. La sua connessione psicologica è evidente, e più si è sotto stress e più è probabile di non riuscire a muovere bene i muscoli mascellari. Uno dei trattamenti utilizzati degli esperti consiste proprio nel disarticolare e sciogliere i muscoli della zona attorno alla bocca.

Fisioterapisti e psicologici lavorano insieme per il trattamento. La terapia cognitivo-comportamentale, unita ai massaggi e a trattamenti per il dolore orofacciale, svolgono un ruolo importante per la guarigione del paziente. Infine, un ultimo ritrovato nel campo della medicina è la somministrazione, ma solo nei casi più gravi, di Botox ogni tre mesi.

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