Bolletta del gas, limitato l’uso dei riscaldamenti: come avverrà

Allo scopo di tenere bassi i consumi e gli esborsi della bolletta del gas, la Commissione Europea ed i vari Stati membri hanno pronto un piano di razionamento. Cosa succederà nelle prossime settimane.

Regolazione della temperatura di casa in corso
Regolazione della temperatura di casa in corso (Freepik)

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Bolletta del gas, anche per questa fondamentale utenza si pensa alla introduzione di un qualche modo per rendere operativi dei tagli con cadenza giornaliera, e per potere così risparmiare sui consumi e sugli esborsi che famiglie ed imprese devono per forza affrontare.

Si tratta di un qualcosa di fondamentale e che andrà messo a punto nel giro di poche settimane, prima che arrivi il periodo freddo. L’inverno tra 2022 e 2023 si prevede essere già tra i più duri mai vissuti dal secondo Dopoguerra in poi. E la bolletta del gas verrà arginata limitando il funzionamento di termosifoni e di impianti di riscaldamento, mentre per l’elettricità l’idea è di limitare l’uso di più di un elettrodomestico in funzione per volta.

Ci sono degli elettrodomestici infatti che sono particolarmente esosi in termini di consumi. Per cui si dovrà fare in modo che solo uno per volta tra questi vada attivato. Per dire, non potranno funzionare allo stesso tempo la lavastoviglie e la lavatrice, oppure il forno elettrico ed il condizionatore.

Bolletta del gas, l’aumento si contrasta limitando il riscaldamento

Un termosifone visto da vicino
Un termosifone visto da vicino (Freepik)

In relazione al gas, l’idea è quella di applicare un tetto massimo al prezzo delle forniture, ma in questo senso ci sarà bisogno di trovare un accordo in grado di soddisfare tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. La maggior parte è concorde, ma circa cinque o sei Paesi si mostrano riottosi in tal senso.

La riduzione dei consumi del gas verrebbe effettuata operando con dei controlli sulle temperature e sugli orari di accensione dei riscaldamenti domestici. Rispetto alla suddivisione in fasce climatiche che caratterizzano l’Italia, tranne che per quella più fredda che riguarda alcune zone alpine, per le altre l’idea è quella di iniziare con quindici giorni di ritardo rispetto al calendario consueto, e di staccare l’erogazione del gas per il riscaldamento con quindici giorni di anticipo.

Inoltre lo stesso verrebbe reso fruibile con circa due gradi in meno e per un numero minore di ore al giorno. Faranno eccezione luoghi particolarmente sensibili come gli ospedali, le case di cura ed altre strutture mediche, sanitarie e di assistenza ai malati.

Mentre invece luoghi pubblici come centri commerciali, uffici ma anche impianti condominiali dovranno adeguarsi, in attesa di munirsi poi di pannelli solari entro il 2027. Un processo che poi dovrà essere del tutto ultimato per il 2029, come stabilito dalla Commissione Europea, che ha deciso che tutti gli edifici per allora preesistenti come anche quelli di nuova realizzazione dovranno montare un sistema fotovoltaico.

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