Con i tempi che corrono meglio tenere i soldi in casa?

In tanti si chiedono se, con i tempi che corrono, sia meglio tenere i soldi in casa: è una soluzione valida per far fronte alla crisi economica?

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Calcolo dei soldi in casa (Pixabay)

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Siamo un popolo di risparmiatori, questo perché, per tradizione, siamo abituati a vivere tempi precari e a non avere certezze. Oggi più che mai. Crisi del lavoro, pandemia, Governi che si succedono velocemente, guerra, incrementi costanti di materie prime e di risorse, e quindi del prezzo di bollette e spesa.

Insomma, un delirio, e così in tanti pensano di tenere i propri soldi direttamente in casa. Ma ciò è una buona soluzione? Tenere soldi in casa comporta dei vantaggi concreti rispetto ad avere un conto in banca? L’idea di tenere i soldi “sotto la mattonella”, o in cassaforte, è una soluzione un po’ da film, una sorta di leggenda che esiste da decenni. Ma è assolutamente legale.

Soldi in casa, comporta vantaggi rispetto al conto in banca?

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Soldi in contanti (Pixabay)

Nessuno vieta di tenersi i soldi in casa, e non c’è nessuna legge che stabilisce la quantità massima di contanti, purché siano giustificati, naturalmente. Tenere i soldi in contanti, direttamente “sotto il materasso”, in alcuni casi può comportare diversi vantaggi.

Ad esempio, in caso di interventi da parte dell’Agenzia delle Entrate, non si potrebbero avanzare pretese di pignoramento. Questo perché nessuno saprebbe a quanto ammonta la cifra tenuta in casa. Tra l’altro, questo metodo non permette alcuna tracciabilità.

Inoltre, avere i soldi in casa non comporta alcun canone di gestione da parte della banca o delle Poste. Infine, in caso di crisi economica del Paese, si potrebbe applicare la famosa tassa patrimoniale, che andrebbe a colpire i patrimoni immobiliari e mobiliari del contribuente. Tutto ciò, ovviamente, sarebbe evitato nel caso in cui si dovessero tenere i soldi in casa.

Il vantaggio di avere soldi in casa è anche legato a un eventuale fallimento della banca. Se una banca fallisce, non ci sono garanzie di rimborso. Inoltre, non si è soggetti all’inflazione, con i tassi negativi applicati sui conti corrente. Infine, bisogna tenere conto delle imposte fiscali, quando si supera una giacenza di 5 mila euro, si paga circa il 7 per mille, quindi più di 34 euro per l’imposta di bollo.

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