Crisi energetica, alcune misure sono già operative: quali sono

Sarà un inverno più difficile del solito e certamente tra i più complicati dal Dopo Guerra. Colpa della crisi energetica, che cosa succederà.

Controllo di una caldaia in corso
Controllo di una caldaia in corso (Freepik)

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La crisi energetica che sta vedendo la Commissione Europea cercare di trovare delle soluzioni tampone per quando comincerà a fare freddo ha già avuto delle conseguenze molto pesanti su cittadini ed imprese. Già da mesi le bollette di luce e gas hanno mostrato dei prezzi rincarati di più del 100%, con tutte le conseguenze negative del caso.

Si parla di limitazioni contro la crisi energetica da applicare per quanto concerne l’erogazione di corrente elettrica in alcune ore ben specifiche della giornata, e che porterebbe alla impossibilità di utilizzare più di un elettrodomestico a forte impatto energetico per volta. Mentre per il gas si pensa di abbassare di qualche grado la temperatura interna di case ed uffici, ad eccezione di ospedali, case di riposo ed altre strutture del genere.

Ed anche ritardare l’accensione dei riscaldamenti ed anticiparne lo spegnimento porterebbe ad un grosso risparmio tale da attutire la crisi energetica in atto. Bisogna però fare attenzione tra quelle che sono le indicazioni che corrispondono a verità e quelle che invece sono solo delle invenzioni che circolano sui social network e sui siti web che non sono abituati a verificare le notizie che poi pubblicano.

Crisi energetica, le soluzioni che erano già presenti

Una stufa a legna in funzione
Una stufa a legna in funzione (Freepik)

Fare confusione rischia di portare a conseguenze importanti, come psicosi di massa, cospirazionismi assurdi e rafforzamento di una coscienza collettiva non critica e non capace di riconoscere la verità dalla menzogna. Le misure che esistono in realtà già da tempo in alcune regioni e che saranno confermate anche per questo inverno sono le seguenti:

  • limitazioni per generatori a biomassa a legna, pellet e cippato con più di quattro stelle;
  • divieto di uso di stufe e camini a legna con emissioni che superano le tre stelle;
  • è vietato installare generatori di calore con classe più bassa di quattro stelle;
  • è vietato usare vecchie stufe a legna e, nei comuni non montani (sotto ai 300 metri di altitudine, n.d.r.) è vietato usare i camini aperti e caldaie con meno di tre stelle;

Tutte misure che sono in voga in diverse arie del Nord Italia. Ora arriveranno altri provvedimenti, che avranno come scopo quello di limitare l’impiego di risorse che costano un occhio della testa.

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