L’acqua ha una data di scadenza: lo sapevi?

L’acqua ha una data di scadenza: lo sapevi? Ecco da cosa è dato il termine minimo di conservazione dell’acqua

Acqua scadenza
L’acqua ha una scadenza (Pixabay)

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L’acqua ha una data di scadenza, e pochi lo sanno davvero. Molti di voi si chiederanno com’è possibile che l’acqua scada: non si tratta in special modo dell’acqua ma del contenitore. Nel passare del tempo infatti, specie se è fatto in plastica, potrebbe rilasciare sostanze cje vi fanno male. Un buon motivo per fare attenzione ai consumi.

L’acqua ha una sua data di scadenza, incredibile a dirsi

Consumi scadenze
Prodotti e scadenze (Pixabay)

Soprattutto ora che l’argomento principe è non sprecare, si parla spesso di alimenti e data di scadenza. Ci sono degli alimenti che depersicono nel giro di qualche giorno. Di questi bisogna sempre farne un acquisto che sia quanto più possibile parsimonioso, in maniera che non si debba buttarli. Facciamo un esempio: il pane. Il pane, tenuto massimo due giorni, diventa immangiabile perché perde la sua proverbiale morbidezza. Come il pane, così il latte, il burro, il formaggio, la frutta. Altri alimenti non sono così deperibili, ossia hanno una data di scadenza più lunga, e si tratta di solito di prodotti non freschi.

E’ il caso di surgelati, farina, prodotti in scatola. Come distinguere un tipo di prodotto dall’altro? Facile, basta guardare all’etichetta. Su uno leggerai “da consumarsi entro” sull’altro “da consumarsi preferibilmente entro”, ossia nel secondo caso non si tratta di un termine obbligatorio, ma di un termine minimo di conservazione.

Rientra in questa seconda macro-categoria un prodotto impensabile, ossia l’acqua. Sapevi che l’acqua ha una data di scadenza? Molti si lasciano sfuggire questo dettaglio, ma è proprio così. Solitamente la scadenza è prenotata due tre anni dall’imbottigliamento e non è legato in maniera specifica all’acqua, ma alla bottiglia.

La bottiglia infatti è solitamente fatta in plastica o in vetro, e tali materiali sono molto deperibili nel tempo.  La plastica in particolar modo, specie se sottoposta a calore, rilascia delle sostanze come il butanolo che se accumulate nell’organismo possono portare a qualche problema all’intestino. Inoltre l’acqua perderebbe le sue proprietà organolettiche: ad esempio, l’acqua frizzante potrebbe non esserlo più.

Una dimostrazione come questa ci porta ancora una volta a stare più attenti ai consumi e a ricordarci che un approccio consapevole parte sempre dalla lettura dell’etichetta.

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