La nostra mente cerca sempre di proteggerci: cosa succede quando siamo tristi

Sensazioni negative e sensazioni positive, la nostra mente lavora per proteggerci, ricordando maggiormente i i momenti tristi.

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Ragazza in lacrime (Canva)

Le attività della nostra mente sono ancora oggi un grande mistero anche per la scienza. Non è facile intuire tutti i meccanismi che mettono in moto il cervello. Questa è una materia infinita, impalpabile, che neanche la scienza riesce ad afferrare e capire concretamente. Il fatto è che la mente si attiva sempre a protezione della persona.

Secondo gli scienziati, siamo programmati per sperimentare maggiormente sensazioni negative e per vivere più momenti tristi rispetto a quelli felici. La negatività e le difficoltà, dunque, sono le basi dell’esistenza. Ma vale la pena vivere proprio per raggiugnere i brevi e rari momenti di gioia e di benessere. Sembra una beffa, eppure è proprio così.

Come si comporta la mente durante i momenti tristi

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Espressioni contrastanti della stessa donna (Canva)

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Come si comporta il cervello durante i momenti tristi? E come si comporta durante quelli felici? A pensarci bene, ci ricordiamo più periodi negativi che positivi, e forse una spiegazione c’è. È la mente che tende a proteggerci, facendoci ricordare cosa abbiamo trascorso, o in cosa abbiamo sbagliato. È un monito per avvertirci di non cadere più nello stesso errore.

I brutti ricordi sono sempre maggiori dei bei ricordi, forse perché la tristezza è più forte della gioia? Secondo gli psicoterapeuti, sì. Una persona deve imparare a gestire i traumi e le emozioni negative. Come mai? Ogni persona tende a evitare la negatività, il dolore, la tristezza. Tutti vogliono essere felici.

Tristezza più potente della felicità?

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Giovane rannicchiato a terra (Canva)

I momenti tristi sono percepiti come una minaccia, perciò siamo sempre con il pensiero rivolto alle conseguenze negative di un’azione o di un sentimento. Processiamo le emozioni negative in modo differente. Quando si è tristi si riflette di più. Le felicità è una sentimento passivo, che si dimentica presto. Siamo programmati per superare problemi e difficoltà, e abbiamo il terrore che questi prevalgano nella nostra vita.

Le emozioni negative si manifestano sul fisico, portando sofferenza, dolori, stress, insonnia. Senza la base di tristezza non potremmo provare le emozioni belle. Il dolore convive sempre con noi, il cervello ce lo ricorda di continuo. Processiamo continuamente la sensazione negativa del dolore o del fallimento, e viviamo per superare le sfide negative.

Quando dobbiamo affrontare un esame di qualsiasi tipo, ad esempio, non pensiamo “che bello, l’esame andrà alla grande e festeggerò a breve”, al contrario, pensiamo al peggio: “e se dovesse andar male? Speriamo di superarlo”. I sentimenti più complicati da affrontare sono necessari nella vita, proprio per raggiungere i piccoli momenti di felicità. Viviamo per questo, sembra poco soddisfacente, ma è nella nostra natura.

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