2 ore al giorno al cellulare causano un tumore ad un uomo: chiesto un risarcimento

L’accostamento cellulare tumore non è da sottovalutare, ed una sentenza importante in Italia ne è la dimostrazione. Cosa è successo.

Utilizzo di un telefonino in corso
Utilizzo di un telefonino in corso (Foto Canva)

Cellulare tumore, il binomio esiste da decenni, sin da quando il telefonino è stato inventato. E fa paura a non poche persone, nonostante specialmente oggi ci siano delle regole ferree in base alla quale i moderni dispositivi elettronici non devono superare una certa soglia di razioni emesse.

Inoltre non ci sono studi certi e definitivi sulla effettiva pericolosità del rapporto cellulare tumore. Scienziati e ricercatori non hanno mai trovato le prove per potere affermare con certezza che l’uso quotidiano e ripetuto del telefonino possa fare sorgere il cancro.

È però riconosciuta la sopracitata emissione di onde elettromagnetiche che possono investire il cervello. Anche se si tratta di quantità minime. Nonostante ciò, il Tribunale di Torino ha riconosciuto che c’erano i presupposti richiesti per potere stabilire che l’impiego quotidiano del telefonino abbia avuto il proprio peso nel far sorgere la malattia in un uomo.

Cellulare tumore, l’Inail condannata a risarcire un uomo

Dei vecchi telefoni cellulari
Dei vecchi telefoni cellulari (Foto Canva)

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI DI OGGI:

Si tratta di un 63enne che, nel periodo compreso tra il 1995 ed il 2008, ha dovuto fare ricorso al telefonino in maniera costante ogni giorno per un periodo minimo di due ore, a causa del suo lavoro di tecnico di una società attiva nel settore metallurgico.

Questi ha usato un cellulare per un totale di più di 10mila ore. E il giudice della Corte d’Appello del capoluogo piemontese ha confermato una precedente sentenza su questo caso emessa dal Tribunale di Aosta.

Nella sentenza si parla di “elevata probabilità” che l’impiego costante del telefonino possa avere provocato il sorgere della malattia. Fatto sta che l’Inail è stata condannata a risarcire l’uomo che è stato riconosciuto parte lesa in tutto ciò, a titolo di rendita per malattia professionale.

Le motivazioni della sentenza: “Concausa importante della malattia”

La malattia riconosciuta è un tumore benigno intracranico che ha comportato anche una sordità all’orecchio sinistro, una paresi del nervo facciale, problemi di equilibrio ed anche degli sconvolgimenti mentali come conseguenza di tutto ciò. La sentenza originaria risale al 2020 e dopo una prima condanna, l’Inail aveva presentato ricorso.

Segui i nostri video e le nostre storie su Instagram

Che ora però è stato perso, dopo anche la consulenza nominata dalla Corte da parte di un rinomato ordinario di Otorinolaringoiatra dell’Università di Torino. L’impiego costante con cadenza quotidiana per alcune ore del cellulare è stato individuato come una delle concause del sorgere della malattia.

Gestione cookie