Vitamina D: un nuovo studio rivela la sua importanza e cosa succede se c’è carenza

Emergono i risultati clamorosi e preoccupanti di una analisi accademica che riguarda la carenza di vitamina D. Attenti a non farla mai mancare.

Dei ricercatori al lavoro in laboratorio
Dei ricercatori al lavoro in laboratorio (Foto Canva)

La carenza di vitamina D è una condizione che rischia di portare a complicazioni anche molto gravi. Il nostro organismo non dovrebbe mai esserne a corto ed a ribadire l’importanza di questa sostanza nutritiva concorre ora quanto osservato da alcuni accademici australiani. L’Annals of Internal Medicine riporta infatti quelli che sono alcuni risultati estrapolati su uno studio diretto effettuato negli anni scorsi da accademici della University of South Australia.

Tale analisi ha avuto luogo tra il 2006 ed il 2010 e ha riguardato oltre 307mila persone sottoposte a rilevazioni dirette in Gran Bretagna. Di tutti loro sono stati registrati i livelli relativi ad una possibile carenza di vitamina D oltre ad altri valori ematici e di altro tipo. Ed i risultati finali hanno mostrato un qualcosa di inequivocabile ed anche di allarmante.

Infatti ne è risultato che chi era affetto da una cronica e costante carenza di vitamina D alla fine ha mostrato anche un maggiore tasso di mortalità. Meno vitamina D quindi presenta maggiori rischi di essere esposti ad una morte precoce. Le vittime individuate tra le 307mila persone esaminate erano anche di giovane età, in diversi casi.

Carenza di vitamina D, cosa succede se è bassa: è gravissimo

Scritta Vitamin D Deficiency
Scritta Vitamin D Deficiency (Foto Canva)

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Lo studio ha inoltre segnalato come un basso livello di questa vitamina aggravi in particolare patologie che riguardano cancro o malattie del cuore o dei polmoni. I rilievi sono andati avanti fino a giugno del 2020. Le morti riscontrate tra gli individui sottoposti ad osservazioni sono state 18.700.

La mancanza di una o più vitamine è detta in gergo “ipovitaminosi”, ed aumenta il rischio di morire di cancro del 16%, mentre se è in corso una patologia di natura cardiovascolare si ha una probabilità di morte precoce del 25%. Ma è con una malattia al cuore correlata ad una carenza di vitamina D che si ha il quadro peggiore. Infatti la percentuale di rischio di morte in questo caso è di ben il 96%, in base a quanto riscontrato dai ricercatori australiani.

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Quanto più è compromesso un organismo, per via di una malattia grave, tanto più elevato è il pericolo di rimetterci la vita con una ipovitaminosi D. Tale vitamina è quindi molto importante non solo per le ossa e per la pelle ma evidentemente anche per tanti altri organi. Ed è sempre importante agire in maniera preventiva per evitare di essere coinvolti in una situazione che poi risulterebbe difficile da recuperare.

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