Stop al pagamento dei contributi in questi casi: arriva la notizia tanto attesa

Arriva una splendida notizia che in molti attendevano, in alcuni casi non sarà previsto il pagamento dei contributi, vi sveliamo quali sono e come poterne usufruire.

Esonero contributivo casi
Persona calcola cifra da pagare (Download da Adobe Stock)

Negli ultimi mesi moltissime famiglie stanno attraversando momenti di grande difficoltà per via del ‘caro vita’ causato non solo dalla pandemia ma anche dalla guerra Russia-Ucraina. Per riuscire ad affrontare gli eccessivi aumenti lo Stato sta mettendo a disposizione della popolazione diversi ‘aiuti’.

Per il 2022 in alcuni casi è previsto un esonero contributivo, i dettagli sulla sua applicazione e tutte le istruzioni per poterne usufruire sono stati resi noti dall’INPS. Si tratta di uno sgravo contributivo previsto nella misura del 50% dei contributi previdenziali, non tutti potranno però usufruirne.

Nei successivi paragrafi trovate tutto ciò che c’è da sapere in merito allo stop del pagamento dei contributi, in quali casi è previsto e cosa fare per poterlo richiedere.

Ecco in quali casi è previsto lo stop al pagamento dei contributi e cosa fare per richiederlo

Casi esonero contributivo
Donna al pc (Download da Adobe Stock)

L’esonero contributivo è destinato alle donne lavoratrici, dipendenti di datori di lavoro privati, che ricominciano a lavorare dopo la maternità. Si tratta di un aiuto introdotto dalla Legge di Bilancio 2022 ed è valido per dodici mesi dal rientro sul posto di lavoro dopo la maternità tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2022.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Nuovo bonus di 3000 euro che potrebbe arrivare anche prima di Natale: tutte le novità da sapere

Diversi sono i casi in cui può essere richiesto, non solo per lavori a tempo indeterminato o determinato ma anche per:

  • lavoro intermittente
  • apprendistato
  • part-time
  • lavoro domestico
  • assunzioni a scopo di somministrazione

Non potranno invece usufruirne le lavoratrici dipendenti della Pubblica Amministrazione. L’INPS fa sapere che anche le cause che posticipano il rientro al lavoro, come malattie, ferie ecc., causano lo slittamento in avanti del giorno di decorrenza dell’esonero, purché in rientro avvenga entro il 31 dicembre 2022.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Bonus di 1.000 € per queste famiglie: hai fino al 15 dicembre per presentare la domanda

Se al rientro della mamma lavoratrice al lavoro è cambiato il datore di lavoro l’esonero non può essere riconosciuto se tra il precedente rapporto incentivato e il nuovo c’è soluzione di continuità. Sarà invece riconosciuto se non c’è soluzione di continuità. Per richiedere l’esonero contributivo è necessario inoltrare l’apposita richiesta all’INPS tramite la funzionalità ‘Contatti’ del ‘Cassetto previdenziale’ alla voce ‘Assunzioni agevolate e sgravi’ nel campo ‘Esonero art.1 c. 137 L.234/2021’.

Se si tratta di lavoro agricolo l’istanza da inoltrare è ‘Esonero art.1 c. 137 L.234/2021’ tramite la funzione ‘Comunicazione bidirezionale’ del ‘Cassetto previdenziale aziende agricole’ nel campo ‘Annotazioni’. I documenti da allegare per fare la richiesta sono:

  • cognome e nome
  • codice fiscale
  • data di rientro della lavoratrice dopo il congedo di maternità.

SEGUI I NOSTRI VIDEO E LE NOSTRE STORIE SU INSTAGRAM E TIK TOK

L’INPS ha chiarito che per le madri lavoratrici l’esonero contributivo è cumulabile con:

  • gli esoneri contributivi relativi alla contribuzione dovuta dal datore di lavoro;
  • l’esonero di 0,8% sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.