Sottilette: una scoperta incredibile ci spiega perché non dovremmo più comprarle

Un’incredibile scoperta sulle sottilette svela perché non dovremmo più comprarle, questo alimento potrebbe anche causare dei rischi alla salute.

Perché non comprare Sottilette
Sottilette (Download da Adobe Stock)

Quando si comprano degli alimenti bisognerebbe sempre conoscere la provenienza degli ingredienti usati per la loro produzione e i processi di lavorazione dei vari prodotti. Prima di acquistarli è quindi molto importante leggere bene le etichette che riportano appunto gli ingredienti.

Per quanto riguarda ad esempio le sottilette, sapete cosa c’è davvero dentro questi formaggi fusi a fette? I dubbi in merito agli ingredienti con cui vengono realizzate e ai metodi di produzione sono molti. Stando ad uno studio condotto dall’Associazione nazionale per la protezione dei consumatori e la promozione di programmi e strategie (Anpcpss) i formaggi fusi possono contenere fino a 13 diversi additivi.

È dunque importante controllare accuratamente le etichette per individuare la presenza o l’assenza di alcuni additivi come antiossidanti (E361), stabilizzanti (E450) e conservanti (E250). Nei successivi paragrafi vi sveliamo una una scoperta incredibile sulle sottilette che spiega perché non dovremmo più comprarle.

Sottilette, ecco perché non dovremmo più comprarle

Formaggio a fette non comprarle
Formaggio a fette (Download da Adobe Stock)

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Il consumo di sottilette potrebbe comportare anche dei rischi per la salute. Una ricerca svela che il conservante E250 può compromettere nei bambini il sistema immunitario, questo perché distrugge la flora batterica e li espone ad un rischio elevato di infezioni. I formaggi fusi contengono anche nitriti che possono causare la formazione di sostanze promotrici dei tumori nell’organismo.

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Nei formaggi fusi come sottilette, formaggini e altri ancora è spesso presente una composizione di qualità scarsa che può impedire la fissazione nelle ossa del calcio. Per quanto riguarda i metodi di lavorazione, questi formaggi vengono spesso ottenuti dal riciclo di scarti che provengono da altri formaggi.

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In questa fase gli alimenti possono subire processi di trasformazione attraverso sali di fusione che danno vita a prodotti con elevate quantità di fosfato, sodio, citratro ecc. I consumatori quando acquistano il prodotto non sono a conoscenza dei tipi di scarti utilizzati dalle aziende produttrice per realizzare i formaggi fusi a fette, i formaggini e altri simili prodotti.

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Nelle sottilette e altri formaggi fusi si riscontra spesso anche un eccesso di sale, che può raggiungere per ogni 100 grammi di prodotto 3 grammi. Stando a quanto reso noto dall’OMS gli adulti non dovrebbero consumare giornalmente più di 5 grammi di sale. Sono tutti motivi che dovrebbero spingerci a non comprare più questo alimento se contiene ingredienti di cui non conosciamo la provenienza e i processi di lavorazione utilizzati per la realizzazione del prodotto.

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