Forse hai sempre sbagliato ad innaffiare le piante 🌱: 8 errori che non devi più commettere

Quali sono gli errori più comuni che commettiamo nell’innaffiare le piante? Ecco gli sbagli più frequenti e come rimediare.

Dare l'acqua alle piante
Annaffiare le piante (Fonte foto Canva)

Se credete che nel campo nel giardinaggio il vostro pollice risulti irrimediabilmente e inspiegabilmente nero, potreste semplicemente star commettendo degli sbagli di cui non siete consapevoli. Conoscete quali sono gli errori più comuni che si commettono quando annaffiamo le piante? Scopriamo di quali si tratta per capire la modalità corretta di somministrazione dell’acqua alle varie specie vegetali.

Innaffiare le piante: gli errori più comuni

Annaffiatoio
Annaffiare le piante (Fonte foto Canva)

Mantenere ben idratate le piante è essenziale per assicurare loro una crescita sana e vigorosa. Questo elemento, infatti, prende parte al processo della fotosintesi clorofilliana, che consente agli organismi vegetali di nutrirsi e prosperare.

Dalla quantità dell’acqua al momento della giornata in cui decidiamo di innaffiare, sono molti gli errori che rischiamo di commettere e che possono compromettere la salute delle piante: ecco gli 8 più frequenti.

Quando annaffiare?

Qual è il miglior momento della giornata per annaffiare le piante? L’ideale sarebbe farlo al mattino presto o al tramonto. Così facendo eviteremo che i raggi del sole possano raggiungere il terreno, facendo evaporare il liquido appena somministrato o, peggio ancora, ustionino le foglie bagnate.

Attenzione, però, ad evitare di innaffiare quando c’è troppa umidità: si tratta di un errore che potrebbe favorire la comparsa di malattie fungine.

Mai bagnare le foglie

Come abbiamo anticipato, l’esposizione delle foglie bagnate ai raggi solari rischierebbe di causare bruciature e ustioni. Per questo, non solo dovremmo annaffiare le piante nei momenti meno assolati della giornata, ma anche evitare di bagnare foglie e tronco.

La corretta annaffiatura, infatti, si svolge versando l’acqua sul terriccio in cui affondano le radici della pianta: è attraverso di esse che l’organismo vegetale assimilerà il liquido, utilizzandolo per portare a compimento le funzioni utili alla sua sopravvivenza.

L’importanza della temperatura dell’acqua

Tra gli errori più comuni che si compiono nell’atto di innaffiare le piante ce n’è uno che riguarda la temperatura dell’acqua. Il liquido somministrato non dovrebbe mai risultare eccessivamente freddo.

Gli sbalzi termici, infatti, sono nemici degli organismi vegetali. Il miglior consiglio, quindi, è di assicurarsi che l’acqua risulti a temperatura ambiente.

Svuotare il sottovaso

I ristagni idrici possono mettere a repentaglio la sopravvivenza della nostra pianta: l’acqua in eccesso, infatti, rimanendo sul fondo rischia di far marcire le radici.

Per questo, è importante utilizzare un sottovaso all’interno del quale la sovrabbondanza di liquido possa raccogliersi, svuotandolo regolarmente.

Svuotare l’acqua troppo velocemente

Innaffiare le piante troppo velocemente è uno degli errori più comuni che compiamo.

La terra impiega del tempo per assorbire il liquido somministrato.

Per questo, svuotare l’acqua progressivamente ci aiuterà ad individuare meglio la quantità giusta da versare, evitando gli eccessi.

Innaffiare a gocce

Se svuotare l’acqua troppo velocemente non è una buona idea, anche somministrare spesso poche gocce non è la procedura corretta.

Gli organismi vegetali, infatti, necessitano di maggiori quantità di acqua, a intervalli regolari e distanziati.

Occhio alle quantità e alla frequenza

Quanta acqua somministrare alle piante? Uno degli errori più comuni è ritenere che tutte le specie necessitino della stessa dose di liquido.

In realtà, ognuna ha delle esigenze strettamente specifiche.

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Per questo, è essenziale informarsi sulle caratteristiche della pianta in questione, rispettando le indicazioni fornite.

Non possiamo certo pretendere, infatti, di annaffiare il cactus – una pianta desertica che necessita di una minima quantità di acqua – con la stessa quantità usata per le piante acquatiche.

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Discorso analogo vale per la frequenza: il lasso di tempo che intercorre tra un’innaffiatura e l’altra dipende dal tipo di pianta in questione.

In linea di massima, si consiglia di esaminare il terreno, che dovrebbe mantenersi sempre umido e idratato: se appare secco e asciutto, è il momento di procedere.

Dimenticare di innaffiare le piante

Infine, dimenticare di innaffiare le piante è l’ultimo degli errori che può metterne a repentaglio la salute.

Come abbiamo anticipato, infatti, l’acqua è vitale per gli organismi vegetali.

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Quindi, è importante che la somministrazione dell’acqua diventi parte della nostra routine.

In questo modo, eviteremo che questa procedura ci passi dalla mente.

Per farlo, potremo annaffiare ogni volta alla stessa ora. La regolarità di questa operazione, del resto, andrà a vantaggio anche della salute della nostra pianta.

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