Corpi chetonici nelle urine, cosa significa?

Cosa sono i corpi chetonici nelle urine, perchè si trovano in esse e quali significati è possibile ricollegare ad essi.

Contraddistinti da piccole dimensioni, sono elementi veicolati molto velocemente nel nostro corpo, e vengono utilizzati in misura quasi esclusiva dai muscoli e dai tessuti periferici, oltre che dal cuore e dal cervello.

I corpi chetonici vengono sintetizzati dall’acetil coenzima A, che deriva dal metabolismo degli acidi grassi.

Introdotto quanto precede, ricordiamo come di norma le urine contengono fisiologicamente delle tracce di corpi chetonici, pur in misura molto contenuta. Ne deriva che quando la loro concentrazione aumenta, il corpo cerca di disfarsene eliminandoli proprio con le urine, dove aumentano in misura significativa di quantità.

Le cause

Il riscontro di corpi chetonici nelle urine, denominato “chetonuria” è comune nel digiuno particolarmente prolungato (almeno 18 ore), durante lo stato di gravidanza, nell’avvelenamento da isopropanolo, nelle persone che seguono delle diete chetogenetiche, nei soggetti ustionati, o in quelli che hanno subito un intervento chirurgico.

Cosa significano i corpi chetonici nelle urine?

Ad ogni modo, la causa più caratteristica legata a un incremento di corpi chetonici nelle urine rimane il diabete di tipo I: a fronte di elevati livelli di glucosio nel sangue, la disponibilità intracellulare dello zucchero è invece molto bassa a causa dell’assenza di insulina.

È invece più rara la presenza di corpi chetonici nelle urine a fronte di diabete di tipo II, come nelle fasi di scompenso metabolico, o malattie infettive acute, o forti restrizioni alimentari per ridurre la glicemia.

Diabete

Per i motivi appena espressi, tutti i soggetti affetti da diabete dovrebbero eseguire il test per la chetonuria durante ogni tipologia di malattia di natura ricorrente, quando sono presenti alta glicosuria e iperglicemia, durante la gravidanza, in presenza di sintomi che sono compatibili con la chetoacidosi (frequentemente, nausea, vomito, dolore addominale).

Di contro, si può ben ricordare come la determinazione dei corpi chetonici nelle urine sia ampiamente utilizzata nel diagnosticare il diabete, nel monitoraggio del paziente diabetico insulino dipendente, e nella valutazione della chetoacidosi diabetica (ovvero, la situazione coincidente di chetosi, iperglicemia e acidosi ematica, che può costituire una emergenza medica rilevante).

Come fare l’analisi

La ricerca dei corpi chetonici nelle urine può essere effettuata all’ospedale su un campione urinario o, eventualmente, anche a domicilio (esistono in commercio delle “striscette” che vanno immerse nell’urina, e che permettono di misurare – pur con minore grado di attendibilità – il numero di corpi chetonici nelle urine; considerato il “fai-da-te” di questa soluzione, diviene fondamentale cercare di seguire le indicazioni del proprio medico, e quelle contenute all’interno della confezione del test).

Come fare l’analisi dei corpi chetonici nelle urine

A seconda del colore assunto dalle striscette, o sulla base dei risultati condotti da un esame clinico delle urine, se si rileva la presenza di elevate concentrazioni di corpi chetonici diviene necessario condividere con il proprio medico i prossimi passi da farsi.

Pertanto, in caso di dubbi, o nell’ipotesi in cui attraverso l’esame delle urine si scopri un elevato numero di corpi chetonici, vi consigliamo di allertare tempestivamente il proprio medico di fiducia, e scoprire insieme a lui quali possono essere le cause di una simile situazione, e intraprendere le opportune terapie di diretta conseguenza.

Bibliografia e credit

  • Harrison Principi di Medicina interna. Dennis L. Kasper Anthony S. Fauci Dan L. Longo Stephen L. Hauser J. Larry Jameson Joseph Loscalzo; Ed. Ambrosiana; 2016
  • Corpi chetonici – Da Wikipedia
  • Rugarli. Medicina interna sistematica. Estratto: Malattie del rene e delle vie urinarie. Claudio Rugarli, Andrea P. Stella; Ed. Edra; 2016
  • Manuale di urologia e andrologia. Ed. Pacini Editore; 2009
  • credit foto: stock.adobe.com

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