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Ghiandole sudoripare e sudorazione: di che si tratta e quali le funzioni

Queste ghiandole producono sudore, che ha importanti funzioni per il corpo umano. La sudorazione può essere determinata da diversi fattori e in certi casi può dare dei problemi.

Nell’epidermide vi sono differenti tipologie di ghiandole: quelle sudoripare, apocrine e sebacee. Quelle sebacee, che sbucano in superficie, affondano sino all’ipoderma e comprendono una parte convoluta, che costituisce l’unità secernente, e una porzione duttale, che sbuca sulla superficie della pelle mediante un poro, ovvero un dotto escretore.

La ghiandola sudoripara è classificata come eccrine, ovvero sono in grado di secernere secreto restando integre. Ogni ghiandola è abbondantemente vascolarizzata e circondata da una rete di nervi fitta. Le strutture di queste ghiandole sono indipendenti, infatti ognuna di queste corrisponde ad un unico dotto escretore.

Che cosa sono le ghiandole sudoripare

Ogni persona possiede all’incirca 3 milioni di ghiandole sudoripare su tutta la superficie del corpo, con densità differente, ovvero vi sono zone con alta concentrazione. La loro attività è intermittente, ovvero ognuna di esse alterna periodi nei quali è ferma a periodi di attività. Anche nelle fasi di massima sudorazione, comunque metà di queste ghiandole è inattiva. Una ghiandola sudoripara attiva ha una capacità di secrezione sorprendente, essa può infatti produrre una quantità di sudore molto superiore rispetto al suo peso. Una persona può infatti produrre in condizioni adatte fino a 6 litri di sudore in un’ora. Gli uomini hanno una sudorazione maggiore, poiché hanno in genere un metabolismo più attivo e una maggiore necessità di dispersione del calore prodotto. Non vi sono invece variazioni per quel che riguarda individui di razze differenti.

Come funzionano

Nella parte più profonda della ghiandola sudoripara, vi è una secrezione primaria di sudore, che ha una composizione piuttosto simile al plasma, con l’eccezione di una percentuale proteica che nel sudore è assente. La vascolarizzazione ricca della ghiandola serve a garantire il giusto apporto nella stessa di quelle sostanze necessarie per produrre questo liquido. La secrezione primaria di sudore percorre il dotto dalla base alla superficie, durante questo tragitto molti degli elettroliti, in particolare sodio e cloro, vengono riassorbiti, così come una buona quantità di acqua, che ne segue il flusso per motivazioni osmotiche. L’entità di questo riassorbimento dipende dalla rapidità di secrezione della ghiandola. Se il flusso è rapido, il riassorbimento è minore, al contrario, se è lento il riassorbimento è maggiore e si avrà quindi una scarsa sudorazione.

Il prodotto dalle ghiandole sudoripare

Queste ghiandole producono sudore. Questa sostanza è costituita al 99% da acqua e nel solo 1% da sostanze organiche ed inorganiche. Queste ultime sono per esempio composti azotati (urea, creatinina, acido urico, ammoniaca) e lattato. L’ammoniaca, oltre a far parte della composizione del sudore fresco, è prodotta in quantitativi abbondanti anche da batteri che si trovano sulla superficie cutanea. L’abbondanza di ammoniaca è quella che determina l’odore sgradevole al sudore. Il pH del sudore è leggermente acido, solitamente compreso tra il quattro e il sei e mezzo. Il lattato in esso contenuto tende a renderlo acido, mentre l’ammoniaca al contrario lo rende più basico.

Diverse tipologie di sudorazione

Problemi

Le ghiandole sudoripare e quindi il sudore, può essere generato da diversi fattori, che determinano una distinzione fra le sudorazioni:

  • Sudorazione farmacologica: Questo tipo di sudorazione viene indotta da determinate componenti chimiche, in particolare catecolamine, antipiretici, antidepressivi o da certi alimenti e spezie.
  • Sudorazione termica, quella indotta dall’aumento della temperatura del corpo e che è variabile in diverse zone del corpo. Essa si accompagna spesso alla dilatazione dei vasi sanguigni.
  • Sudorazione psichica è quella che avviene in conseguenza a determinati, particolari stati d’animo del soggetto, quindi per esempio in momenti di ansia, stress e forti emozioni. La risposta a questi stati è soggettiva, ma solitamente limitata a zone del corpo ben precise. Questo tipo di sudorazione non dilata i vasi sanguigni, ma al contrario induce vasocostrizione: la pelle a causa di questo è pallida e fredda, da qui il noto modo di dire “sudare freddo”.
  • Sudorazione determinate da particolari condizioni: febbre, infezioni, squilibri a livello metabolico (come diabete, obesità, ipertiroidismo) possono determinare un aumento della sudorazione.

Funzioni delle ghiandole sudoripare

  • Attraverso il sudore il corpo elimina le sostanze, farmaci e non, comprese quelle che sono contenute in diversi tipologie di alimenti.
  • Termoregolazione: il sudore e la vasodilatazione le ghiandole riequilibrano la temperatura del corpo, in modo che resti costante. Non è sufficiente il sudore liquido per raffreddare il corpo, affinché si generi termo-dispersione, è necessario che questo liquido evapori. Trasformandosi in vapore infatti, il sudore sottrae calore al corpo (1 gr di sudore che evapora toglie 0,58 kcal al corpo). L’umidità dell’ambiente ostacola questo processo, per questo il disagio percepito in questi casi è maggiore.

Problemi

  • Una sudorazione eccessiva può determinare il rischio di disidratazione e perdita di Sali minerali (NaCl).
  • Colpo da calore, che insorge se il soggetto è esposto ad alte temperature e ad alto tasso di umidità, il che crea difficoltà nell’evaporazione del sudore e aumenta la temperatura interna. Se non si interviene per raffreddare il corpo si può anche rischiare la morte. I soggetti a rischio sono coloro che praticano attività fisiche pesanti o sport, i bambini, gli anziani e i cardiopatici.
  • Collasso da calore: meno grave del colpo di calore, è determinato da un eccesso di sudorazione, da disidratazione e conseguente diminuzione di massa di sangue circolante. Questa condizione, detta in alcuni casi anche ipovolemia, determina spossatezza, senso di vertigine, ipotensione e, in casi gravi, shock e collasso cardio-circolatorio. Per riequilibrare la situazione è necessaria la reintegrazione dei liquidi persi, magari mettendosi in un luogo un po’ più fresco.